{"id":1102,"date":"2014-03-11T17:01:17","date_gmt":"2014-03-11T16:01:17","guid":{"rendered":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=1102"},"modified":"2017-05-10T17:09:56","modified_gmt":"2017-05-10T15:09:56","slug":"diario-di-una-nuvola-bassa","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=1102","title":{"rendered":"Diario di una nuvola bassa"},"content":{"rendered":"<div class=\"libro\">\n<div class=\"copertina\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-12 bordino\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/copertina_diario_di_una_nuvola_bassa.gif\" width=\"255\" height=\"350\" \/><\/div>\n<div class=\"dettagli_libro\">\n<ul>\n<table class=\"info\">\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Autore<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Antonio Vanni<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Titolo<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Diario di una nuvola bassa<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Collana<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Colibr\u00ec<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Pagine<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">60<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Anno<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">2014<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Prezzo<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">\u20ac 8,00<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<p class=\"testoarticolo\"><strong>Infanzia\/adolescenza<br \/>\nin <span class=\"italic\">Diario di una nuvola bassa<italic><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"testoarticolo\">La prima conquista del giovane poeta Antonio Vanni in questi recenti approdi \u00e8 nella possibilit\u00e0 di risentirsi (quasi rifarsi) fanciullo ed entrare nell\u2019anima della figura\/tema del componimento: la sua voce diviene la voce del fanciullo protagonista. Il poeta ne rivive i momenti, le situazioni, gli affetti, le speranze, le delusioni, le sofferenze, spesso l\u2019acerbo destino. Il fanciullo\/oggetto diventa (si fonde con) l\u2019io soggetto del canto. Il Vanni conquista cos\u00ed quella felice altezza lirico\/epica nella quale, mentre si ha l\u2019illusione di cantare\/esprimere la vita dell\u2019al-tro, si esprimono i propri sentimenti, il se stesso nell\u2019essere dell\u2019altro... Questi testi, la cui atmosfera affettivo\/lirica rivela costante immersione nel respiro misterioso dell\u2019infanzia\/ado-lescenza, celebrano uno stato di pienezza, di meraviglia, di dolore, di incantata e tragica visione legata al primo dischiudersi della coscienza sulla vastit\u00e0 mutante del misterioso Creato.<br \/>\nLa seconda conquista che Antonio Vanni ottiene con questa silloge \u00e8 nell\u2019aver superato nettamente (nella tenuta della scrittura e nella coerenza della sostanza) i limiti ai quali era pur giunto con lucido impegno nei lavori precedenti. Una forza nuova, una fantasia so-stenuta che anela a cieli alti partendo dai raggiunti orizzonti. Non abbiamo solo l\u2019amplificazione del verso, della strofa e della composizione, ma sentiamo dentro questa nuova scrittura battere un vento nato tutto dalla sua anima dilatante semanticamente la gi\u00e0 notevole sfera affettiva; il poeta raggiunge misure tese ad un vasto ardere di epici sentimenti. Spariscono i versi brevi, i componimenti dal respiro contratto, i moduli tonali un po\u2019 familiari magari riecheggianti trasporti di feconde letture, e al loro posto sentiamo affermarsi con indubbia fermezza un\u2019urgenza di voce sorgiva, alta e vasta nel contempo come, per addurre un esempio, \u00e8 quella che vibra nella composizione Romanov, in cui il nostro poeta tocca vasti traguardi creativi, raccogliendo dalla Storia un momento di altissima tragicit\u00e0, il feroce\/crudele massacro del piccolo Alessio Romanov con tutta la sua imperiale famiglia a Ekaterinburg. Con tenerezza ammirativa l\u2019autore dedica la grandiosa composizione alla sensibilit\u00e0 d\u2019amore per l\u2019infanzia della poetessa Maria Grazia Lenisa. Il critico nota subito che la stesura di questo scritto, sotto l\u2019ispirazione emergente dallo storico delitto e nell\u2019immensa piet\u00e0 per la violenza perpetrata dagli adulti nei confronti dei fanciulli (infanzia\/adolescenza), \u00e8 stata raccolta in una attiva ubbidienza dall\u2019intimo dettare della coscienza, dolente e trionfante per il riscatto in poesia di una figura cos\u00ed fragile, tanto innocente, travolta dagli impeti cruenti dell\u2019u-mana storia. I mormorii che incendiano le pietre della citt\u00e0 in cui fu consumato l\u2019efferato massacro; la triste figura e la femminile pa-zienza; il sentirlo vincitore e vinto; il risentirsi fanciullo accanto all\u2019innocente Alessio \u00abche intrecciava pace col visino stinto\u00bb; il vento che riporta il mattino e accende la mente nei \u00abverdi anni\u00bb; la morsa di lirico dolore che costringe il poeta a sentirsi \u00abuccello sopra le cose morte\u00bb; le \u00abfoglie\u00bb (ritornante simbolo di tenerezza, di piet\u00e0 e di vita rivolta alla speranza) che allietarono con il loro fruscio i giochi infantili; la luna piena che illumina gli spazi circondanti la casa; la clessidra\/tempo che divora persino la terra e, poi, a conclusione della potente strofa, le \u00abeliche di prigionia\u00bb divenute muta preghiera: queste figurazioni, questi tonali gesti, questi ampi e profondi respiri (con quanto segue del componimento che lasciamo all\u2019intelligenza del lettore) sublimano il testo poetico in una difficile ma feconda ricchezza emotiva resa in ampia e pur raccolta scrittura. Ci siamo fermati su questa poesia che a nostro giudizio e per ampiezza e per profondit\u00e0, per drammaticit\u00e0 della storica violenza sull\u2019infanzia\/adolescenza (cui il poeta dedica la silloge) ci \u00e8 parsa altamente rappresentativa dell\u2019attuale stato poetico del-l\u2019autore, ma sentiamo subito il dovere di affer-mare che ogni testo di questa raccolta vibra di un intenso istintivo amore dentro la figura di un bimbo, un fanciullo, di un adolescente (di-remo dentro l\u2019infanzia emblematizzata) colti sempre dalla realt\u00e0 e nobilitati dalla purezza raggiunta del sentimento e della scrittura.<br \/>\nIl fascino emotivamente umano di cui la fanciullezza ha sempre avvolto l\u2019animo di An-tonio Vanni \u00e8 anche una costante della sua vocazione poetica visibile nelle raffigurazioni, udibile nelle tonalit\u00e0 d\u2019innocente purezza dal suo esordio all\u2019attuale produzione, definibile \u201cpoemetto sull\u2019infanzia\u201d. I due termini sono ampiamente giustificati: il primo dalla scrit-tura che, superando il passo corto e il respiro breve delle precedenti prove, si dilata ed e-spande, nel tempo e nello spazio della memo-ria, con una tenuta di ispirazione, d\u2019invenzione verbale, con un\u2019ampiezza d\u2019onda di eccezionale forza; il secondo dal fatto che il nostro giovane poeta ha vissuto con queste composizioni una densa stagione nel clima di una tematica, quella dell\u2019in-fanzia, a lui tanto cara, con fertilissimo e ammirevole stato creativo. Sintomatica \u00e8 la poesia In morte di un bambino romantico: qui la fusione degli elementi reali con la creazione fantastica \u00e8 perfetta. Le figure sulle quali s\u2019innesta e si sviluppa il bellissimo testo sono il poeta, il bambino e la madre, ma queste due ultime vi-vono di rassegnato e rasserenante dolore nello spirito dell\u2019autore: nella conclusione della liri-ca esse si fondono in modo indissolubile nell\u2019io poetante. Il rapido cadere tra il volo dei deltaplani, le labbra che si avvivano sulla roccia, le pietre che parlano, il folto capo del bambino destinato a scendere nel vitale fiume che attraversa ininterrottamente la coscienza del poeta, il volo fantastico che sale fino alle nu-vole alte e ferme ad ascoltare l\u2019inconsolabile pianto materno, l\u2019adagiarsi lieve delle foglie in movimento divenute anima del poeta il quale, elevato a visione d\u2019eternit\u00e0, accetta il dolore della perdita in una purezza sorgiva dell\u2019umano destino: questi segni verbali sono sensazioni emergenti da dentro un clima di fremiti fraterni e la misura della verit\u00e0 affettiva \u00e8 nella resa espressiva perfettamente consonante con gli interni tremori. Il tutto si fonde nella composizione la cui unit\u00e0 diviene catarsi di dolore elevato a ritmo estetico.<br \/>\nL\u2019accensione emotivo\/lirica si ha in ogni direzione, ad ogni livello, in ogni dimensione di tempo e di spazio (sia nel diretto contat-to\/stimolo fisico sui sensi proveniente dalla realt\u00e0 esteriore sia nell\u2019appropriazione memo-riale). Cos\u00ed in Paesaggio addormentato, disteso in una tensione astrale e reso in vaghezze di sogno con figure la cui felicit\u00e0 \u00e8 tutta nell\u2019im-pasto inscindibile di suono\/colore (musi-ca\/cromatismo); cos\u00ed nella lirica A Roberta tutta soffusa di intimi aneliti in un\u2019assoluta, totale immersione nelle pulsioni del sentimento: ogni segno, ogni gesto, ogni colore, un lieve movimento, tutto quanto \u00e8 at-taccato alla figura della ragazza amata si fonde in una resa musicale del linguaggio. E una confessione \u00abdell\u2019arden-te brama \/ della mia suprema dolcezza\u00bb: la vergine di gesso, i bruni capelli, l\u2019oblio nel riposo mattutino, gli aromi d\u2019edera, le braccia e il corpo dell\u2019amata, il navigare su azzurre acque in cui si dissolve la fantasia dell\u2019amante (poeta), il sentirsi cul-lato in vaghi calessi, in onde di aerei sogni, sono figure in forme e colori in movimento; sono palpitazioni che si mutano nell\u2019armonia di una confessione fonica, di un amore asso-luto e irrinunciabile. In L\u2019assenza il poeta celebra una proiezione emotiva fermata in pochi versi sorretti tra figure marine conservate nel tremito del ricordo e altre prodotte dall\u2019impeto creativo proiettato verso il desiderato, bramato futuro. In Echi, tra onde musicali di foglie, fa rivivere nella realt\u00e0 la figura di un fanciullo assillato dall\u2019inelut-tabile mutare. Con commosso realismo dedica otto versi al figlio del poeta Percy B. Shelley, scolpito in una vaga figura albale come un \u00abaffascinante dialogo dimenticato\u00bb. \u00abDinanzi alla piccola lapide di William io resto delle ore\u00bb, confessa il poeta in nota, \u00abogni volta che sono a Roma, godendo di una profonda serenit\u00e0\u00bb. Una serenit\u00e0 raggiunta attraverso la tenerezza del ricordo e la rapita contemplazione.<br \/>\nCome non sentire il vigore che presiede al-la stesura di questi versi tratti da un altro capolavoro, M\u2019attraversa un grande amore:<br \/>\nL\u2019ombra del cielo che fa apparire un\u2019eco<br \/>\n&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;[vagabonda<br \/>\nsulle mie ginocchia ferme<br \/>\nscheggia coi compagni il bosco nuovo,<br \/>\nnon ha una propria et\u00e0 e muore felice<br \/>\nil bacio del fanciullo dalle ombre amiche.<br \/>\nLa rivolta nel dolore del tramonto, la<br \/>\n&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;[sopraggiunta quiete dello Stige.<br \/>\nLa stupenda vitalit\u00e0 che scorre in questi ampi e profondi respiri si coglie subito in quell\u2019\u00abombra del cielo\u00bb, nell\u2019\u00abeco vagabonda\u00bb, nelle ginocchia ferme cui figurativamente poggia il \u00abbosco nuovo\u00bb e poi il \u00abbacio di fan-ciullo felice\u00bb eternizzato da \u00abombre amiche\u00bb; e il tramonto nel segno inequivocabile del \u00abdolore\u00bb che si perde nella pietosa calma del mitico fiume. E vogliamo ancora fornire una ulteriore testimonianza di quanto abbiamo affermato sulla decisa, e notevole crescita del nostro poeta: ci fermiamo sull\u2019ultimo componimento della raccolta, Il tramonto. Fedele a se stesso, a questa sua felice stagione densa di tenere memorie e di trascrizioni verbali di assoluta autonomia, Antonio Vanni resta nella prediletta tematica dell\u2019infanzia\/adolescenza e della memoria e traccia la tenera figura di Luciano, un suo compagno d\u00ed scuola rapito dal destino \u00abnel fior degli anni\u00bb. Il passo ampio, la visione at-mosferica di ricreazione memoriale, le figure reali ma rese lievi dal fluire lento e triste della fonicit\u00e0, dal ritmo del ricordo; l\u2019abbandono soggettivo alla riappropriazione di un momento vissuto e profondamente inciso nella carne della sua anima pongono a diretto confronto gli affetti veri e le speranze infrante del com-pagno adolescente stroncato dall\u2019atrocit\u00e0 dell\u2019acerbo destino e lo stato lirico\/cognitivo del poeta evoluto di oggi. Nel pulsare dolente dell\u2019io adulto sulle tenerezze perdute dell\u2019adolescenza sorge il miracolo della poesia che offre ai cuori sensibili e alle menti ispirate l\u2019emozione indimenticabile della totale fusione delle due anime nella indubitabile verit\u00e0 del vissuto (il passato) e del vivente (il presente).\n<\/p>\n<p class=\"testoarticolo\"><b>Vincenzo Rossi<\/b><\/p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Autore Antonio Vanni Titolo Diario di una nuvola bassa Collana Colibr\u00ec Pagine 60 Anno 2014 Prezzo \u20ac 8,00 Infanzia\/adolescenza in Diario di una nuvola bassa La prima conquista del giovane poeta Antonio Vanni in questi recenti approdi \u00e8 nella possibilit\u00e0 di risentirsi (quasi rifarsi) fanciullo ed entrare nell\u2019anima della figura\/tema del componimento: la sua voce <a href=\"http:\/\/edizionieva.com\/?p=1102\" class=\"more-link\">...continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\"> \"Diario di una nuvola bassa\"<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,22,7],"tags":[],"class_list":{"0":"post-1102","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-collaneeditoriali","7":"category-icolibri","8":"category-libri","9":"h-entry","10":"hentry","11":"h-as-article"},"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1102"}],"collection":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1102"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1102\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1107,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1102\/revisions\/1107"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1102"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1102"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1102"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}