{"id":1256,"date":"2017-07-28T17:11:11","date_gmt":"2017-07-28T15:11:11","guid":{"rendered":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=1256"},"modified":"2017-07-28T17:13:18","modified_gmt":"2017-07-28T15:13:18","slug":"il-foglio-volante-di-luglio-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=1256","title":{"rendered":"Il Foglio Volante di luglio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span class=\"sottotitolo myalign\">Foglio Volante n\u00b07 Anno XXXII Luglio 2017<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-12 aligncenter bordino\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/foglio_luglio_2017.jpg\" width=\"250\" height=\"350\" \/><\/p>\n<p><\/br><\/p>\n<p class=\"myalign\"><strong>Landolfi e la morte del romanzo<\/strong><br \/>\n(Landolfi \u00e8 la morte del romanzo)\n<\/p>\n<p class=\"testoarticolo\">Sto rileggendo con la sorpresa della prima volta se non maggiore (pare che quella sorpresa, crescendo io, sia cresciuta anche lei con me) gli ultimi 71 elzeviri pubblicati da Tommaso Landolfi nella terza pagina del Corriere della Sera, dal dicembre 1967 all\u2019agosto 1978. Tenendo presente, come avverte una nota agli stessi, che la maggior parte arriva soltanto al 1971, anno nel quale Landolfi cominci\u00f2 a non sentirsi e a non stare pi\u00fa bene.<br \/>\nRileggo questi particolari, eccezionali \u201celzeviri\u201d nel volume pubblicato da Adelphi nel 2012 col titolo, finalmente e definitivamente \u201clandolfiano\u201d Diario perpetuo. Un titolo che, sebbene voluto fortemente dall\u2019autore, fu ripetutamente sostituito nel giornale citato con altri e singoli titoli, tanto bizzarri quanto infelici.<br \/>\nNon si ebbero tuttavia in proposito mai reazioni da parte di Landolfi: il quale \u2013 si sa \u2013 era tanto attento preciso e scrupoloso nel curare la scrittura di questi suoi pezzi (\u201cpezzi d\u2019anima\u201d vorrebbe da definirli) quanto indifferente all\u2019esattezza o meno della loro trascrizione a stampa. Nonostante ci\u00f2, o proprio perci\u00f2, non vanno \u201cassolti\u201d quei curatori della terza del Corriere per le loro stravaganti e offensive intromissioni: \u2013 quei curatori \u2013 o dovevano sapere come non una parola usciva mai a caso dalla bocca e dalla penna del narratore ciociaro. Nessuna parola, e tanto meno le due che formano il titolo Diario perpetuo.<br \/>\nQuel titolo, infatti, in particolare, era stato da sempre progettato e inseguito dal suo autore. Non solo dal 1969, quando lo aveva proposto ad Arrigo Benedetti nell\u2019inviargli per il suo rinnovato Mondo il racconto Le maiuscole; ma fin dal 1954 quando lo aveva aggiunto come sottotitolo all\u2019altro racconto apparso in stampa col titolo Ombre.<br \/>\nInsomma, era nata quasi insieme con Landolfi l\u2019aspirazione o l\u2019ispirazione a voler procedere, a dover procedere, prima o poi, alla narrazione delle varie fasi della sua vita; ed era nato quasi insieme con Landolfi quel titolo ripetutamente contraffatto dal Corriere.<br \/>\nE cos\u00ed, mentre scriveva su altro e di altro, Tommaso Landolfi pensava a scrivere, e \u201cmentalmente\u201d gi\u00e0 lo scriveva, quello che doveva essere, che sarebbe stato il suo \u201cvero\u201d libro.<br \/>\nPurtroppo i critici, i nostri spesso troppo lodati critici, hanno volutamente o incolpevolmente ignorato questa realt\u00e0, sebbene abbiano parlato sempre, e non sempre adeguatamente, dei vari romanzi o racconti lunghi di Landolfi. Critici, i nostri beneamati critici, che hanno ignorato due volte la grandezza dello scrittore di Pico Farnese (cos\u00ed si chiamava il suo paese quando lui vi era nato, e apparteneva alla provincia di Caserta); due volte, si diceva, quei critici hanno sbagliato nei confronti di Landolfi: quando hanno cercato la grandezza dello scrittore dove non stava, quando non hanno cercato quella grandezza dove, al contrario, stava. Hanno preso, quei critici, come volgarmente ma azzeccatamente si dice, due \u201ccantonate\u201d. La prima (\u00e8 bene ripeterlo) nel cercare Landolfi dove non stava; la seconda, nel non cercarlo dove stava.<br \/>\nNon tutti i critici hanno preso, ovviamente e fortunatamente, quella \u201ccantonata\u201d. Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un libro su Tommaso Landolfi, di Tommaso Landolfi, che ha scritto il nostro Italo Calvino; quasi a riparazione dei tanti abbagli e sbagli dei suoi colleghi critici. Cosa ha detto, cosa dice Calvino, presentando Le pi\u00fa belle pagine di Landolfi (come si intitola il libro)? Dice, semplicemente e al tempo stesso audacemente e veritieramente, tra l\u2019altro, questo: \u00ab... molte volte la disposizione d\u2019animo che muove la mano dell\u2019autore lo porta a disinvestire l\u2019atto dello scrivere d\u2019ogni pretesa di costruire un\u2019opera compiuta e ben ricevibile e durevole, e a farne invece gesto noncurante, scrollata di spalle, sberleffo, come di chi ha sempre saputo che il fare \u00e8 solo spreco, fumo, insignificanza...\u00bb<br \/>\nFiguriamoci se uno scrittore cos\u00ed \u201cirregolare\u201d poteva piacere, potrebbe piacere ai nostri critici che, essendo se non proclamandosi sempre, di \u201csinistra\u201d o di \u201cdestra\u201d, hanno fatto e fanno dipendere da detti paraocchi ideologici i loro ponderati giudizi! Non sapendo, o fingendo di non sapere, che non \u00e8 dal rispetto di questa o quella ideologia politica che dipende l\u2019esistenza e consistenza di uno scrittore, ma dal valore etico ed estetico (non c\u2019\u00e8 l\u2019uno senza l\u2019altro) delle sue opere.<br \/>\nStando cos\u00ed le cose (non sembra che la cosiddetta \u201cmorte\u201d di ogni ideologia possa comportare la rivalutazione di uno scrittore cos\u00ed \u201canti- come appunto Landolfi) La conferma di questa \u201crassegnazione\u201d o a questa \u201crassegnazone\u201d \u00e8 venuto solo pochi giorni fa: quando un critico non da poco come Pier Vincenzo Mengaldo in una intervista a La Repubblica, ha citato come grandi narratori tanti nomi ma non, tra essi, quello di Landolfi.<br \/>\nDobbiamo, dunque, rassegnarci (noi pochi stimatori di Landolfi); rassegnarci ma non rammaricarcene pi\u00fa di tanto: pi\u00fa di quanto non se ne sarebbe rammaricato Landolfi stesso: il quale, non se ne sarebbe rammaricherebbe Landolfi stesso, il quale non se n\u2019\u00e8 una volta rammaricato n\u00e9 se ne rammaricherebbe assolutamente. Come non si rammaricava n\u00e9 se la prendeva per i numerosi errori con cui spesso apparivano i suoi scritti<br \/>\nEd \u00e8 forse in questo suo atteggiamento sprezzante verso e contro tutti i critici che si pu\u00f2 cogliere il perch\u00e9 dell\u2019atteggiamento cos\u00ed sprezzante verso e contro di lui da parte dei critici.<br \/>\nQuanto, poi, alla vita vera, alla vita privata vissuta di Landolfi (avviandomi alla conclusione di questo articolo dedicato a uno scrittore \u201cautobiografico\u201d, credo di potervi fare riferimento), quella vita stessa fu crudele verso di lui almeno quanto lui fu crudele verso di lei. Gli ultimi anni (\u201cultimi\u201d ma purtroppo \u201cnon pochi\u201d) furono davvero un \u201ccalvario\u201d: Che lo scrittore non solo sopport\u00f2 umanamente con intrepido coraggio, ma domin\u00f2 poeticamente con la sua inesauribile arte.<br \/>\nLa vita fu ancora \u2013 una volta eliminato lui \u2013 crudele con i suoi stessi figli: Idolina, che dedic\u00f2 ogni istante della sua non lunga esistenza a decifrare per s\u00e9 e per noi altri la misteriosa figura paterna (somigliandogli e identificandosi con lui, sia nel diventare lei stessa notevole scrittrice, sia venendo come lui uccisa dal cancro); suo figlio Landolfo che, accoppiando detto nome al quasi omonimo Landolfi, fu come se avesse ereditato in s\u00e9 e per ben due volte suo padre (e facendolo per la seconda volta morire il lui).<br \/>\nA chi, infine, \u00e8 rimasto (una nuora? una nipote?) di quella aristocratica famiglia (\u201caristocratica\u201d in senso storico e metaforico) la nostra pi\u00fa sincera e commossa gratitudine e solidariet\u00e0: sincera, commossa, ma anche \u2013 come l\u2019avrebbe liquidata e dissacrata Landolfi stesso \u2013 \u201cperfettamente inutile\u201d!<br \/>\nE infine (stavolta \u201cinfine\u201d davvero) un pensiero ai lettori (un manipolo sempre pi\u00fa ridotto ed eroico): un pensiero come saluto e ammonimento insieme: Cari Lettori, voi potete ben conoscere tutti gli scrittori del mondo, ma se non conoscete Tommaso Landolfi \u00e8 come se non ne conosceste nessuno!<br \/>\n<span class=\"italic\">Coreno Ausonio, maggio-giugno 2017<\/span><br \/>\n<strong>Tommaso Lisi<\/strong><\/p>\n<p><\/br><\/p>\n<p><strong>Mi impegno sempre<\/strong><\/p>\n<p class=\"testoarticolo\">\nCado sempre, mi impegno sempre<br \/>\n                   per un giorno nuovo<br \/>\n                       una mattina diversa<br \/>\n        mi batto sempre<br \/>\n           per una primavera mai vista.<br \/>\nCado sempre, mi impegno sempre<br \/>\n                    per degli occhi attenti<br \/>\n                      per delle orecchie<br \/>\n                                        attente<br \/>\n                                        ribelli.<br \/>\nNon aspetto mai e mi muovo<br \/>\n                                      sempre<br \/>\n                    con le mani<br \/>\n                          nella merda<br \/>\n                             fino al gomito.<br \/>\nNon aspetto mai e do tutto<br \/>\n                                   tutto<br \/>\n                        per un\u2019ora felice<br \/>\n                                   un attimo<br \/>\n                       una notte tranquilla<br \/>\n                             grido e graffio<br \/>\n       non aspetto mai<br \/>\nmi muovo, cado sempre<br \/>\n                          senza risparmio<br \/>\n                             fino in fondo<br \/>\n       non aspetto mai<br \/>\ncon la carne sempre pi\u00fa<br \/>\n                              a buchi<br \/>\n       mi aggrappo alla nostra storia<br \/>\n                            al nostro tempo<br \/>\n                  che dovrebbe discendere<br \/>\n                             presto<br \/>\nda uno stradone bello e immenso<br \/>\n                            senza pi\u00fa grigliati<br \/>\n                                             davanti<br \/>\n                                      senza muri<br \/>\n                      senza pi\u00fa spioncini sbarre<br \/>\n                             senza pali<br \/>\nsenza suoni e silenzi<br \/>\n                         cinici e crudeli.<br \/>\nMi impegno sempre<br \/>\n                   cado sempre<br \/>\n                      non mi stanco mai<br \/>\n                         non aspetto mai.\n<\/p>\n<p class=\"testoarticolo\">\n<strong> Ferruccio Brugnaro<\/strong><br \/>\n<span>Spinea (VE)<\/span><\/p>\n<p><\/br><\/p>\n<p class=\"testoarticolo myalign\"><strong><span class=\"titoloparagrafo\">Appunti e spunti<\/span><\/strong><br \/><span class=\"testoarticolo myalign italic\">Annotazioni linguistiche<\/span><br \/>\n<span class=\"testoarticolo myalign\">di Amerigo Iannacone<\/span><\/p>\n<p class=\"testoarticolo myalign\"><strong><span class=\"titoloparagrafo\"><span class=\"italic\">Nomi e names<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"testoarticolo\">Le persone che ho conosciuto da ragazzo, i compagni di scuola, gli amici, gli adulti, quelli che abitavano dove abitavo io, quelli che incontravo in piazza, si chiamavano Paolo, Maria, Giovanni, Ada, Lucia, Mario, Antonio, Carla, Dario, Marco, Claudia, Enrico, Giuseppe, Ida...<br \/>\nI ragazzi di oggi si chiamano Kevin, Carol, Sharon, Nicholas, Tony, Mary, Dustin, Erik, Jennifer, Jason, Jeffrey, Max, Brad, Fanny, Danny, Kate...<br \/>\nE quasi sempre ci sono bizzarri accostamenti tra nome e cognome, tipo Jennifer Esposito o John Brambilla, al limite del ridicolo.<br \/>\nQuesto ci fa supporre che a Londra e a New York, dove una volta i nomi erano Kevin, Carol, Sharon, Nicholas, Tony, Mary, ecc., oggi sono Paolo, Maria, Giovanni, Ada, Lucia, Mario, Antonio, ecc.<br \/>\nO no?<\/p>\n<p><\/br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Foglio Volante n\u00b07 Anno XXXII Luglio 2017 Landolfi e la morte del romanzo (Landolfi \u00e8 la morte del romanzo) Sto rileggendo con la sorpresa della prima volta se non maggiore (pare che quella sorpresa, crescendo io, sia cresciuta anche lei con me) gli ultimi 71 elzeviri pubblicati da Tommaso Landolfi nella terza pagina del Corriere <a href=\"http:\/\/edizionieva.com\/?p=1256\" class=\"more-link\">...continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\"> \"Il Foglio Volante di 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