{"id":1401,"date":"2015-03-28T14:57:49","date_gmt":"2015-03-28T13:57:49","guid":{"rendered":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=1401"},"modified":"2017-08-11T15:19:45","modified_gmt":"2017-08-11T13:19:45","slug":"coscienza-gia-e-non-ancora","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=1401","title":{"rendered":"Coscienza: gi\u00e0 e non ancora"},"content":{"rendered":"<div class=\"libro\">\n<div class=\"copertina\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-12 bordino\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Cop.-Coscienza.jpg\" width=\"255\" height=\"350\" \/><\/div>\n<div class=\"dettagli_libro\">\n<ul>\n<table class=\"info\">\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Titolo<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Coscienza:<br \/>\ngi\u00e0 e non ancora\n<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Autore<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Salvatore Rinaldi<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Pagine<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">148<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Anno<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">2015<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Prezzo<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">\u20ac 14,00<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Isbn<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">978-88-97930-40-2<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><\/br><\/p>\n<p class=\"testoarticolo\">Siamo lieti di ospitare nella collana IBIS, di psicologia e neuroscienze, il saggio del Prof. Salvatore Ri-naldi sul tema della coscienza.<br \/>\nIl nome del Professore non ci era estraneo per i suoi studi antropologici sulle culture degli Zingari Rom e per i numerosi interventi su argomenti di bioetica, disciplina nella quale il Professore pu\u00f2 vantare anche un Dottorato di Ricerca.<br \/>\nMa Rinaldi \u2013 anche se avvezzo a muoversi in vari ambiti del sapere \u2013 \u00e8 soprattutto una persona di fede cristiana ed un sacerdote, quindi \u00e8 naturale che abbia voluto dare al presente lavoro un taglio decisamente teologico.<br \/>\nA nostro avviso principalmente due sono i punti di riferimento che orientano tutto il saggio: la Sacra Scrittura \u2013 a cominciare dalla dottrina dell\u2019apostolo Paolo \u2013 ed i documenti del magistero cattolico. Riecheggia infatti l\u2019insegnamento della Gaudium et Spes, la poderosa costituzione pastorale attraverso cui il Concilio Vaticano II seppe parlare di speranza alla nostra confusa e scoraggiata contemporaneit\u00e0.<br \/>\nQuindi lo scritto di Rinaldi (la cui prima stesura risale ad oltre 20 anni or sono), sia pure nella sua brevit\u00e0 ed essenzialit\u00e0, si pone come prezioso completamento alla miriade di studi sulla coscienza che, a partire dagli anni \u201950, hanno invaso le riviste scientifiche e filosofiche.<br \/>\nL\u2019argomento \u201ccoscienza\u201d \u00e8 indagato da secoli, anche se nell\u2019accezione \u201cmoderna\u201d ne fa specifico oggetto di riflessione (forse per primo) il filosofo tedesco Gottfried Wilhelm Leibniz, nella seconda met\u00e0 del 1600. Dobbiamo per\u00f2 attendere l\u2019avvento delle discipline che studiano il cervello, anatomicamente considerato, perch\u00e9 il tema della coscienza divenga interessante per quei \u201cfigli dell\u2019Illuminismo\u201d che avrebbero poi dato forma al concetto di scienza che utilizziamo oggi. \u00c8 il neurofisiologo Carl Wernicke, sul calare del XIX secolo (1874), che tenta una localizzazione cerebrale della \u201cfunzione\u201d della coscienza, considerandola in stretta relazione con la possibilit\u00e0 del soggetto di avere dialogo interiore.<br \/>\nSe per Wernicke la coscienza \u00e8 dunque una sorta di meccanismo fisiologico addirittura rapportabile ad un\u2019area specifica della corteccia dell\u2019encefalo \u2013 ed in quanto tale assimilabile ad una funzione d\u2019organo \u2013 per lo psicologo Wilhelm Max Wundt, connazionale e contemporaneo di Wernicke, \u00e8 qualcosa di assai pi\u00fa complesso, \u00abpremessa di ogni esperienza interiore\u00bb (\u00e8 sempre il 1874 \u2013 anno in cui Wernicke pubblica gli studi sulle aree cerebrali), n\u00e9 circoscrivibile, n\u00e9 commensurabile.<br \/>\nProcedendo da queste due posizioni, lungo il corso del XX secolo, si configurano le grandi correnti di pensiero che disserteranno sulla coscienza: alla visione di Wernicke si ispirano gli studi che tentano di analizzare la coscienza attraverso tecniche di indagine bioelettrico-funzionale, a partire dalle ricerche del \u201929 di Hans Berger, l\u2019inventore dell\u2019EEG (elettroencefalogramma), fino ad arrivare alle moderne apparecchiature per la neuro-imaging funzionale, quali la PET (tomografia ad emissione di positroni) e la SPET (tomoscintigrafia cerebrale ad emissione di singolo fotone) che consentono addirittura di fotografare di stati di coscienza \u201cin movimento\u201d.<br \/>\nCon la posizione di Wilhelm Max Wundt si coniugano invece quelle interpretazioni fenomenologico\/fi-losofiche per le quali la coscienza \u00e8 qualcosa che trascende la mera materialit\u00e0 neuroanatomica. Citiamo solo alcuni nomi: Karl Jaspers, Edmund Husserl, Maurice Merleau-Ponty, Martin Heidegger, Gerard Edelman, che considerano la coscienza assai pi\u00fa di una funzione, senza necessariamente aprirsi a scenari spiritualisti o addirittura metafisici.<br \/>\nDa oltre 50 anni gli scienziati pi\u00fa attenti hanno comunque cercato di superare la dicotomia organicismo s\u00ed, organicismo no, per aprirsi alla prospettiva di una complessit\u00e0 mirante all\u2019integrazione di diverse branche del sapere \u2013 come il congresso internazionale di Boston sulle neuroscienze cognitive, del 1956, ebbe a dimostrare: ricordiamo i lavori di George Armitage Miller, Noam Chomsky (che nel 2005 ha ricevuto la Laurea Honoris Causa in Psicologia all\u2019Universit\u00e0 di Bologna), Hilary Putnam, Jerome Bruner. Ancora ne fu prova l\u2019attivit\u00e0 della rivista Journal of Cognitive Neuroscience \u2013 emanazione del congresso \u2013 che ospit\u00f2, sul tema della coscienza, contributi tanto di noti neurologi, quanto di celebri filosofi.<br \/>\nOrmai gli studi sulla coscienza non sono pi\u00fa appannaggio di un\u2019unica categoria di specialisti, ma necessitano di un poderoso sforzo di collaborazione interdisciplinare. In questo panorama, che sempre pi\u00fa tende ad allargarsi, trovano, a pieno titolo, diritto di cittadinanza le discipline morali, cio\u00e8 quelle che indagano la relazione tra coscienza e coscienza etica, ed \u00e8 propriamente in tale contesto che si inserisce il saggio di Salvatore Rinaldi.<br \/>\nPotremmo dire che la dimensione etica \u00e8 una funzione della coscienza? Forse s\u00ed, almeno se utilizziamo con una certa elasticit\u00e0 la parola \u201cfunzione\u201d. La lingua tedesca \u2013 sempre pi\u00fa preoccupata della nostra circa il rischio di confusione dei significati \u2013 preferisce usare due diversi termini per definire la coscienza in senso lato e la coscienza morale: nel primo caso usa l\u2019espressione Bewusstsein e nel secondo la parola Gewissen, intendendo quell\u2019insieme di processi, sia a livello cognitivo che emozionale, che stanno alla base della formazione della misteriosa voce interiore che, dalla notte dei tempi, guida le azioni degli uomini e con esse i loro destini\u2026 Ma qui ci fermiamo, altrimenti entreremmo nel territorio del Prof. Rinaldi, al quale invece \u00e8 d\u2019uopo che cediamo la parola.\n<\/p>\n<p class=\"testoarticolo\"><span class=\"italic\">Forl\u00ed, 16 marzo 2014<\/span><br \/>\n<b>Gianni Tadolini<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Titolo Coscienza: gi\u00e0 e non ancora Autore Salvatore Rinaldi Pagine 148 Anno 2015 Prezzo \u20ac 14,00 Isbn 978-88-97930-40-2 Siamo lieti di ospitare nella collana IBIS, di psicologia e neuroscienze, il saggio del Prof. Salvatore Ri-naldi sul tema della coscienza. 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