{"id":1417,"date":"2015-08-14T15:49:34","date_gmt":"2015-08-14T13:49:34","guid":{"rendered":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=1417"},"modified":"2017-08-11T16:10:50","modified_gmt":"2017-08-11T14:10:50","slug":"dalle-radici-alle-foglie-alla-poesia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=1417","title":{"rendered":"Dalle radici alle foglie alla poesia"},"content":{"rendered":"<div class=\"libro\">\n<div class=\"copertina\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-12 bordino\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Cop.-Dalle-radici.jpg\" width=\"255\" height=\"350\" \/><\/div>\n<div class=\"dettagli_libro\">\n<ul>\n<table class=\"info\">\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Titolo<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Dalle radici alle foglie alla poesia<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Autore<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Isabella Michela Affinito<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Pagine<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">112<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Anno<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">2015<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Prezzo<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">\u20ac 12,00<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Isbn<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">978-88-97930-47-1<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><\/br><\/p>\n<p class=\"testoarticolo\">Se poi si pensi che all\u2019origine dell\u2019Uomo c\u2019\u00e8 stato l\u2019Albero, allora questo \u00e8 un motivo in pi\u00f9 per snocciolare una silloge appropriata che vuole, possibilmente, raccogliere tutti i contorni, visibili e interiori, dell\u2019albero cos\u00ec come esso ci sovviene in tutte le stagioni; in particolari nostri stati d\u2019animo; in viaggio mentre scorrono oltre il finestrino; nella lunga letteratura fino ai nostri giorni e nell\u2019arte come l\u2019abbiamo visto trasfigurarsi sotto l\u2019influsso degli stili, anche soprattutto gli ultimi del secolo scorso.<br \/>\nSe poi si pensi che nella postura dell\u2019albero si annida il destino dello stesso, allora si pu\u00f2 essere certi che questa creatura vegetale ha in s\u00e9 il mistero della genesi, dell\u2019inizio di qualcosa di importante, cos\u00ec come sono stati importanti gli alberi nel giardino dell\u2019Eden. \u00abIl Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l\u2019albero della vita in mezzo al giardino e l\u2019albero della conoscenza del bene e del male. (...) Il Signore Dio prese l\u2019uomo e lo pose nel giardino di Eden, perch\u00e9 lo coltivasse e lo custodisse. Il Signore Dio diede questo comando all\u2019uomo: \u201cTu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell\u2019albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perch\u00e9, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti.\u201d\u00bb (Dalla Bibbia - Antico Testamento - Genesi).<br \/>\nUn divieto assoluto infranto subito dopo, per aver ingerito il frutto dell\u2019albero in questione e cos\u00ec il primo uomo e la prima donna lasciarono per sempre quello spazio di Paradiso di cui avevano usufruito per breve tempo. Da quel biblico momento l\u2019umanit\u00e0 non ha conosciuto altro che dolore, rimpianto, infelicit\u00e0, tormento, confusione, disperazione, e tutto per aver voluto usurpare a Dio la indissolubile verit\u00e0 di ci\u00f2 che \u00e8 solo bene e ci\u00f2 che \u00e8 solo male.<br \/>\nL\u2019albero, quindi, come il punto di inizio di una linea sulla quale si \u00e8 svolta e si sta svolgendo la condizione umana.<br \/>\nNell\u2019albero il poeta, o anche chi non \u00e8 poeta, pu\u00f2 ravvisare l\u2019umano. In fondo si tratta di immaginarci come lui e stare fermi, saldati al suolo in attesa che il tempo ci trasformi, ci rinnovi, ci scompigli i pensieri e le certezze per farci diventare filosofi e incerti; rassegnati e volubili; vecchi ma pur sempre in attesa di un\u2019altra vita, di un altro sole che arrivi allo zenit.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 albero che non emozioni: nella sua fissit\u00e0 esso riverbera il movimento della vita. Nella sua estensione riflette il bisogno di tornare al cielo. Nella sua ricerca d\u2019acqua manifesta il desiderio di purezza. Nella sua posa assunta con gli anni dimostra un\u2019infinita pazienza. Nella sua collezione di verdi esprime una incommensurabile speranza. Nella sua smania di farsi attraversare dal vento riflette l\u2019inconsistenza dell\u2019Io, L\u2019insostenibile leggerezza dell\u2019essere tanto per parafrasare il titolo del famoso libro di Milan Kundera, scrittore poeta cecoslovacco.<br \/>\n\u00abQuanto pi\u00f9 il fardello \u00e8 pesante, tanto pi\u00f9 la nostra vita \u00e8 vicina alla terra, tanto pi\u00f9 \u00e8 reale e autentica. Al contrario, l\u2019assenza assoluta di un fardello fa s\u00ec che l\u2019uomo diventi pi\u00f9 leggero dell\u2019aria, prenda il volo verso l\u2019alto, si allontani dalla terra, dall\u2019essere terreno, diventi solo a met\u00e0 reale e i suoi movimenti siano tanto liberi quanto privi di significato. Che cosa dobbiamo scegliere, allora? La pesantezza o la leggerezza? (...) Una sola cosa \u00e8 certa: l\u2019opposizione pesante-leggero \u00e8 la pi\u00f9 misteriosa e la pi\u00f9 ambigua tra tutte le opposizioni.\u00bb (Dal libro L\u2019insostenibile leggerezza dell\u2019essere di Milan Kundera, Adelphi Edizioni, Milano 2002, pp. 318, \u20ac 7,89).<br \/>\nDall\u2019ossimoro kunderiano si localizza che c\u2019\u00e8 nell\u2019essere umano la volont\u00e0 di esistere attraverso la materia che va in linea orizzontale e la volont\u00e0 di trascenderla per percorrere una via verticale, che non ci faccia pi\u00f9 soffrire le pene corporee, ma ci dia la possibilit\u00e0 di elevarci al di sopra delle nostre miserie.<br \/>\nL\u2019albero, pur non essendo umano, riproduce tali volont\u00e0. Riproduce le due forze opposte e perpendicolari fra loro: orizzontale e verticale.<br \/>\nL\u2019albero ha in s\u00e9 anche la misura del tempo: il conteggio degli anni leggibili in quei cerchi concentrici all\u2019interno del suo tronco. Una sorta di custode dei secoli e a volte anche dei millenni. In una poesia di Guido Gozzano (Agli\u00e8 Canadese, Torino 1883-1916) dal titolo Speranza, si legge: \u00abIl gigantesco rovere abbattuto \/ l\u2019intero inverno giacque sulla zolla, \/ mostrando, in cerchi, nelle sua midolla \/ i centonovant\u2019anni che ha vissuto. \/ Ma poi che Primavera ogni corolla \/ dischiuse con le mani di velluto, \/ dai monchi nodi qua e l\u00e0 rampolla \/ e sogna ancora d\u2019essere fronzuto. \/ Rampolla e sogna \u2013 immemore di scuri \u2013 \/ l\u2019eterna volta cerula e serena \/ e gli ospiti canori e i frutti e l\u2019ire \/ aquilonari e i secoli futuri... \/ Non so perch\u00e9 mi faccia tanta pena \/ quel moribondo che non vuol morire!\u00bb (Da Gassman legge i Poeti Italiani dell\u2019Ottocento e del Novecento - Antologia e CD, a pag. 74, Mondadori, Anno 2005).<br \/>\nSono, queste del florilegio, poesie fissate a terra; prigioniere di ogni probabile o inaspettata stagione, che secondo una personale idea sono molto pi\u00f9 di quattro e meno di quelle che conosciamo. Poesie di legno morbido che pur tollera il pi\u00f9 cruento degli inverni. Poesie che contengono la linfa che scorre perennemente anche quando tutto appare fermo. Anch\u2019io sono in queste poesie; anch\u2019io mi sono fatta albero per un secondo, per un determinato tempo sono stata immobile, assumendo la posa attinente al mio destino, che ancora non capisco.<br \/>\nNessuno pu\u00f2 dirsi che non sia stato, almeno una volta, albero secondo natura.<br \/>\nTutto nasce da un seme e la prigione o la fissit\u00e0 \u00e8 quasi sempre una costante per tutte le creature, a meno che non si cerchi di evadere dal nulla per raggiungere il tutto che non si vede. Ho capito che ne Il teorema di Pitagora di Ernesto Ragazzoni (Orta 1870-Torino 1920) non c\u2019\u00e8 soltanto un semplice teorema dimostrato in versi, bens\u00ec la chiarezza della geometria umana e non solo. Riporto solo l\u2019ultima parte della lirica che mi sembra si avvicini a ci\u00f2 che ho voluto svelare con questa silloge:<br \/>\n\u00abLa vita \u00e8 una prigione in che l\u2019anima hai chiusa, \/ uomo, ed invano brancoli cercando alle pareti. \/ Sono di l\u00e0 da quelle i bei fonti segreti \/ ove tu aneli, e dove la pura gioia \u00e8 fusa. \/ Qui, solo hai qualche gocciola di ver per le tue seti. \/ Il quadrato costrutto sovra l\u2019ipotenusa \/ \u00e8 la somma di quelli fatti sui due cateti.\u00bb (Dall\u2019Antologia personale di Vittorio Gassman, Gassman legge i Poeti Italiani dell\u2019Ottocento e del Novecento - Libro e CD, pag. 69, Mondadori, 2005).\n<\/p>\n<p class=\"testoarticolo\"><b>Isabella Michela Affinito<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Titolo Dalle radici alle foglie alla poesia Autore Isabella Michela Affinito Pagine 112 Anno 2015 Prezzo \u20ac 12,00 Isbn 978-88-97930-47-1 Se poi si pensi che all\u2019origine dell\u2019Uomo c\u2019\u00e8 stato l\u2019Albero, allora questo \u00e8 un motivo in pi\u00f9 per snocciolare una silloge appropriata che vuole, possibilmente, raccogliere tutti i contorni, visibili e interiori, dell\u2019albero cos\u00ec come <a href=\"http:\/\/edizionieva.com\/?p=1417\" class=\"more-link\">...continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\"> \"Dalle radici alle foglie alla poesia\"<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,7],"tags":[],"class_list":{"0":"post-1417","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-fuori_collana","7":"category-libri","8":"h-entry","9":"hentry","10":"h-as-article"},"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1417"}],"collection":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1417"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1417\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1422,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1417\/revisions\/1422"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1417"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1417"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1417"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}