{"id":1481,"date":"2002-08-02T17:14:03","date_gmt":"2002-08-02T15:14:03","guid":{"rendered":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=1481"},"modified":"2017-09-11T17:21:19","modified_gmt":"2017-09-11T15:21:19","slug":"vento-di-brughiera","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=1481","title":{"rendered":"Vento di brughiera"},"content":{"rendered":"<div class=\"libro\">\n<div class=\"copertina\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-12 bordino\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/cop_vento_di_brughiera.jpg\" width=\"255\" height=\"350\" \/><\/div>\n<div class=\"dettagli_libro\">\n<ul>\n<table class=\"info\">\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Autore<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Manfredo di Biasio<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Titolo<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Vento di brughiera<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Collana<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Premio Venafro<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Pagine<\/b><\/td>\n<td class=\"info\"><\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Anno<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">2002<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Prezzo<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">\u20ac 9,00<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Isbn<\/b><\/td>\n<td class=\"info\"><\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><\/br><\/p>\n<p class=\"testoarticolo\">\u00c8 un risultato non da poco per Manfredo di Biasio essere passato attraverso una memoria deliberiana lungamente e fecondamente attiva ed essere riuscito a conquistare uno spazio sempre pi\u00f9 ampio e ben delineato per la propria poesia, raggiungendo una sicura originalit\u00e0. Il risultato \u00e8 tanto pi\u00f9 apprezzabile quando si consideri che la poesia di di Biasio, come quella di De Libero, pur non mancando di una corda ironica, ha tuttavia anch'essa un carattere essenzialmente lirico elegiaco. Si aggiungano la comune nascita fondana, la precoce conoscenza dell'uomo e dell'opera fatta a poco pi\u00f9 di vent'anni e un'amicizia durata fino alla morte del molto pi\u00f9 anziano poeta, grande faro degli scrittori e degli artisti della zona, a partire dalla generazione di De Santis e di Purificato fino ad oggi. Circostanze, queste, che rendevano pi\u00f9 ardua e, quindi, degna di maggiore stima la conquista, da parte di di Biasio, di una propria autonomia di scrittore. Leggendo la ricca antologia <span class=\"italic\">Dal sangue alla polvere<\/span> (Edizioni Confronto, 1997), bel titolo che fa il paio con l'emistichio caproniano \u00abdal sangue al sasso\u00bb e che raccoglie la produzione dal 1960 al 1996, possiamo seguire da presso l'itinerario poetico di di Biasio e constatare un progressivo affinamento (proprio nel segno del rigore e del <span class=\"italic\">labor limae<\/span> raccomandati da De Libero) e insieme la conquista di una voce sempre pi\u00f9 personale e autentica, di un equilibrio sempre maggiore tra la fedelt\u00e0 al Maestro e quella alle proprie pi\u00f9 intime ragioni.<br \/>\nA distinguere nettamente la poesia di di Biasio da quella di De Libero vi sono esperienze di vita e caratteristiche di stile radicalmente diverse. Le ferite, i traumi, le disdette di De Libero ( a parte il dramma della guerra) vengono soprattutto dai lutti familiari e da esperienze amorose intense e dolenti; quelle di di Biasio, invece, da dure esperienze di lavoro e da un lungo e sofferto soggiorno americano, del quale sono materiati la raccolta di poesie <span class=\"italic\">Stagione propizia<\/span> e il volume di racconti <span class=\"italic\">Il vecchio di Staten Island<\/span> (Cultura Duemila, 1994), tutti di qualit\u00e0 prestigiosa, per linearit\u00e0, essenzialit\u00e0, giustezza di tono e verit\u00e0, a testimonianza di un di Biasio anche autentico narratore, quale De Libero auspicava fiorisse accanto al poeta. Altra distinzione profonda \u00e8 nel diverso atteggiamento e lamento per torti subiti (parte veri, parte immaginari), di finale ripudio da parte di De Libero; di una fedelt\u00e0, di un amore incondizionato e totale da parte di di Biasio. Ma le differenze che pi\u00f9 contano riguardano lo stile; ellittico e corrusco al massimo quello di De Libero, come lo richiedevano il suo temperamento e la modernit\u00e0 degli anni Trenta; pi\u00f9 pacato e disteso quello di di Biasio, ed \u00e8 questa la caratteristica maggiore della pi\u00f9 attuale modernit\u00e0 sua e di molta poesia della seconda met\u00e0 del secolo scorso.<br \/>\nQuesto <span class=\"italic\">Vento di brughiera<\/span> \u00e8 bilancio di vita, cammino a ritroso verso il passato anche pi\u00f9 remoto, affollarsi di ricordi e rimpianti nella prima sezione; \u00e8 soprattutto una trama di presagi (parola chiave) nella seconda; mentre su tutto il volume soffia un vento che \u00e8 simbolo del veloce, inesorabile e indifferente trascorrere del tempo terreno. A ben guardare, \u00e8 un percorso circolare: \u00abTutto pass\u00f2 cos\u00ec in fretta [\u2026] \/\/ Fossero i giuochi e quei giorni \/ durati per sempre \/ nell\u2019orto di Gegni: ancora il canto m\u2019invade \/ della minima loro eternit\u00e0\u00bb, lamenta il poeta nella prima lirica, e proprio <span class=\"italic\">Eternit\u00e0 breve<\/span>  \u00e8 il titolo di un volume che raccoglie le poesie degli anni \u201860-\u201962 . Il che testimonia un sentimento precoce e continuo della brevit\u00e0 della vita, mentre il ricorrere ossessivo di uno stesso tema nel poeta, quasi gli appartenga in esclusiva, \u00e8 una delle prove certe dell\u2019autenticit\u00e0 della sua vocazione.<br \/>\nSono presenti tutti i luoghi dell\u2019infanzia e della giovinezza, tutte le persone care, compresi gli amici, alcuni celati, per discrezione e pudore, dietro le sole iniziali. E in ci\u00f2 risalta un fortissimo sentimento della famiglia e dell\u2019amicizia (ben presente anche nelle altre raccolte poetiche e nei racconti). Inesauribile \u00e8 in di Biasio la ricchezza delle immagini, per esprimere nel modo meno piatto e banale i temi pi\u00f9 importanti. La morte \u00e8, di volta in volta, \u00abl\u2019estrema partenza\u00bb, \u00ablontananza senza ritorno\u00bb, \u00absonno supremo degli occhi\u00bb, \u00absonno infinito\u00bb, \u00abbivio indefinito\u00bb, \u00abl\u2019eternit\u00e0 senza luce\u00bb, \u00abun\u2019ora senza volto\u00bb; mentre l\u2019uomo viene definito \u00abisola di solitudine\u00bb, \u00abbene minimo racchiuso \/ in un attimo del sempre\u00bb, \u00abisola vuota nel cosmo\u00bb, \u00abuna comparsa breve \/ all\u2019estremo del millennio\u00bb, \u00abpeso d\u2019aria\u00bb, \u00abprofumo di un\u2019ombra\u00bb, \u00abun barlume di linfa\u00bb, \u00abun moto d\u2019aria \/ anonimo\u00bb. E basti cos\u00ec. Ma non si pensi a una poesia solo visiva, tesa a destare meraviglia con la ricchezza delle immagini e delle metafore. Al contrario, a monte di ogni singola composizione c\u2019\u00e8 una lunga, attenta riflessione, alla ricerca di una verit\u00e0 anche minima, che illumini, sia pure di poco, il senso segreto, il mistero della vita. E l\u2019attenzione si concentra, amaramente, soprattutto sull\u2019ineluttabile passaggio \u00abdal sangue alla polvere (come si \u00e8 visto), \u00abdalla luce al buio\u00bb, \u00abdalla voce al suilenzio. Ma la rassegnazione, o la resa, non \u00e8 totale: \u00abDa un cosi minimo \/ resto di vita \/ un grido supremo si levi e attraversi l\u2019eternit\u00e0\u00bb. E questo grido che pu\u00f2 essere anche emesso sommessamente \u00e8 uno dei compiti di ogni poeta. N\u00e9 mancano del tutto il sogno e la speranza: \u00abQuel giorno da un cielo immaginario \/ si attender\u00e0 che una mano discenda, \/ guida materna nel tratto \/ che nel sonno infinito sconfina.\u00bb (Da un cielo immaginario\u201d); \u00abDi l\u00e0 del tempo di tutti \/ ch\u2019io risenta la voce \/ che mi chiam\u00f2 soave \/ all\u2019alba della mia coscienza.\u00bb (\u201cVicende di nomi\u201d).<br \/>\nSi sar\u00e0 capito che non ci troviamo di fronte a un autore dotato solo di un notevole talento naturale; al contrario, ogni lettore attento si sar\u00e0 accorto di avere dinanzi un poeta a sua volta lettore attentissimo non del solo De Libero, e buon conoscitore di tutti i segreti del mestiere. Egli fa, ad esempio, un uso sapientissimo dell\u2019apposizione: \u00abQuesto corpo, l\u2019amato recinto \/ d\u2019una coscienza bene minimo racchiuso \/ in un attimo del sempre.\u00bb; che \u00e8 un uso che pu\u00f2 aver appreso da De Libero (ricordate: \u00abieri, un millennio fa \/ oggi un secolo di memorie\u00bb). Ma di Biasio conosce bene anche il montaliano correlativo oggettivo: \u00abNell\u2019orto in cui si attarda il tuo ricordo \/ si sfarinano al sole \/ i grappoli della mimosa.\u00bb (\u201cIl tempo degli altri\u201d). E i bellissimi versi \u00abQuei venti ti facevano leggera \/ e la nuvola alzavano \/ dei tuoi capelli moreschi\u00bb (\u201cVenti sull\u2019altura\u201d) sono una cosa tutta sua, ma non possiamo non ricordare \u00abla nube dei capelli\u00bb del \u201cLa bufera\u201d di Montale, e non solo: nei tre versi citati si sono dati convegno anche echi ben assimilati di De Libero, Ungaretti e Penna. Ma ci\u00f2 toglie nulla all\u2019originalit\u00e0 di di Biasio, nella cui poesia non vi \u00e8 mai ombra di imitazione.<br \/>\nDiversamente dal tono della poesia di De Libero che \u00e8 sempre alto, di Biasio predilige e adopera consapevolmente i toni dimessi, i semitoni. ln \u201cOmaggio minimo\u201d, rivolgendosi alla sua terra, traccia un bilancio della sua vita e della sua opera, e fa un raffronto tra la sua poesia e quella di \u201caltri\u201d (che altri non \u00e8 che De Libero), con troppa modestia e un\u2019eccessiva autolimitazione: \u00abDi te mi \u00e8 nell\u2019anima, mia terra, \/ la pianura odorosa \/ di cui \u00e8 fatto il mio sangue. \/ Da questa penombra si leva \/ per te un minimo omaggio \/ (altri nella luce \/ ti hanno lodata \/ e sei salita sulle loro ali).<br \/>\n[\u2026] Ma nulla mi devi. \/ La linfa a me data \/ ti corteggia in segreto \/ ora che invecchio e sono \/ come una casa nel vento \/ disabitata.\u00bb<br \/>\nSi diceva all\u2019inizio dei \u201cpresagi\u201d presenti soprattutto nella seconda sezione (\u201cNote sparse\u201d). Sono epifanie che si verificano quasi sempre all\u2019alba, definita con espressioni poeticissime (\u00abaddio alla notte\u00bb, \u00abora di avvio\u00bb e altre): \u00abSolo oggi che un presagio \/ stranamente mi allontana \/ dal cielo che promette il sole, \/ ti levi dal silenzio \/ e mi parli, mi apri lo scrigno \/ con le essenze che avevo ignorate \/ ora lucenti\u00bb (\u201cEssenze lucenti\u201d). Nell\u2019et\u00e0 tarda della vita godiamo di improvvise illuminazioni. Gli oggetti, le mura di casa ci  restituiscono le ansie, le speranze di cui si sono imbevute negli anni, e ci rivelano verit\u00e0 finora tenute nascoste. Ma \u00e8 tardi, forse troppo tardi. \u00c8 in questo nucleo segreto di verit\u00e0, scoperto quando il cammino che resta da percorrere \u00e8 ormai breve, con l\u2019inevitabile angoscia per il tempo che fugge, il vero dono, prezioso, precario e supremo del libro, la sua pi\u00f9 nuova e difficile invenzione.<br \/>\nMa vogliamo terminare con la segnalazione di una lirica che ci sembra svettare sulle altre, pur di livello molto elevato, e pu\u00f2 essere assunta come emblema del vivere e del poetare di di Biasio: \u201cPer una dea (su un'antica moneta)\". Una superiore piet\u00e0, un grande rispetto per il passato e le civilt\u00e0 sepolte, un pacato ma acuto sentimento della tragicit\u00e0 e della crudelt\u00e0 dell\u2018era presente, un tono delicato, quasi accorato e tuttavia nobile e fermo, la rara felicit\u00e0 dell\u2019invenzione e dell\u2019espressione fanno di questa lirica un vertice non solo dell\u2019intera opera di di Biasio, ma di tutta la poesia italiana ultimi anni.\n<\/p>\n<p class=\"testoarticolo\">11 aprile 2002<br \/>\n<b>Gerardo Vacana<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Autore Manfredo di Biasio Titolo Vento di brughiera Collana Premio Venafro Pagine Anno 2002 Prezzo \u20ac 9,00 Isbn \u00c8 un risultato non da poco per Manfredo di Biasio essere passato attraverso una memoria deliberiana lungamente e fecondamente attiva ed essere riuscito a conquistare uno spazio sempre pi\u00f9 ampio e ben delineato per la propria poesia, <a href=\"http:\/\/edizionieva.com\/?p=1481\" class=\"more-link\">...continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\"> \"Vento di brughiera\"<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,7],"tags":[9,30],"class_list":{"0":"post-1481","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-collaneeditoriali","7":"category-libri","8":"tag-poesia","9":"tag-premio-venafro","10":"h-entry","11":"hentry","12":"h-as-article"},"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1481"}],"collection":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1481"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1481\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1483,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1481\/revisions\/1483"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1481"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1481"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1481"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}