{"id":1544,"date":"2017-10-02T16:32:28","date_gmt":"2017-10-02T14:32:28","guid":{"rendered":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=1544"},"modified":"2017-10-02T16:35:35","modified_gmt":"2017-10-02T14:35:35","slug":"il-foglio-volante-di-ottobre-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=1544","title":{"rendered":"Il Foglio Volante di ottobre"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span class=\"sottotitolo myalign\">Foglio Volante n\u00b010 Anno XXXII Ottobre 2017<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-12 aligncenter bordino\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/foglio_ottobre_2017.png\" width=\"250\" height=\"350\" \/><\/p>\n<p><\/br><\/p>\n<p><strong>Un pensiero per un amico<\/strong>\n<\/p>\n<p class=\"testoarticolo\">Era a fine anni \u201980, poco dopo la pubblicazione del mio primo libro, che conobbi Amerigo Iannacone. Come tanti alle prime armi, cercavo nuovi contatti. Trovai in biblioteca un catalogo delle riviste in Italia (a quei tempi non esisteva internet, e tanto meno riviste telematiche) e scrissi a tante di quelle che facevano letteratura. Amerigo Iannacone mi rispose per primo. E fu tra i pochissimi che mi risposero! Probabilmente cap\u00ec la mia inesperienza e la mia emozione, e fu cos\u00ec gentile nella sua risposta da offrirmi anche la sua disponibilit\u00e0 a pubblicare qualcosa sul \u201cFoglio Volante\u201d.<br \/> Inizi\u00f2 cos\u00ec la mia collaborazione alla rivista, di cui apprezzai subito la snellezza, la chiarezza, l\u2019impostazione internazionalista ed equilibratamente progressista. Ricordiamo tutti noi i tumultuosi anni Novanta, i blocchi politici contrapposti muro contro muro, il cosiddetto nuovo che avanza. Amerigo riusciva sempre a trovare la parola giusta e, come le vere persone di cultura, a capire nanche le ragioni degli altri, a tentare una mediazione pur nella obiettivit\u00e0 diversit\u00e0 di ruoli ed opinioni. Non era facile a quei tempi. Da allora ho pubblicato, non regolarmente, racconti brevissimi, poesie, lettere. E, quasi senza neanche accorgercene, semplicemente, siamo arrivati fino a oggi.<br \/>\nAlcune delle sue battaglie meritano di essere ricordate, contro la barbarie di una sottocultura dilagante, perch\u00e9, come diceva Nanni Moretti ne La palombella rossa, \u201cChi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!\u201d Qui c\u2019\u00e8 tutta la passione per la nostra lingua italiana, per l\u2019uso fiero e consapevole dell\u2019italiano, per difendere il nostro bel parlare dalle pi\u00f9 stupide derive anglicizzanti. Difesa della lingua non come retaggio di un\u2019idea di retroguardia, ma perch\u00e9 dal pessimo uso delle parole e dalla resa stupida ed incondizionata al conformismo si possa produrre una reazione in grado di valorizzare un ricchissimo ed autonomo patrimonio culturale: difesa da una globalizzante mercificante e impoverente. Innumerevoli i suoi interventi tendenti a stigmatizzare e talvolta anche a ridicolizzare gli usi abnormi dell\u2019inglese, in base ai quali una parola banale in italiano diventa intelligente in inglese; o un concetto stupido italiano diventa furbo in inglese; o un prodotto italiano scadente diventa ottimo in inglese, com\u2019\u00e8 per i mediocri film che mantengono il titolo inglese e non vengono tradotti (per fortuna, altrimenti gi\u00e0 se ne capirebbe l\u2019insulsaggine).<br \/>\nPotremmo dire ancora tante altre cose, in particolare sul suo amore per l\u2019esperanto e sulla sua visione universalistica e non particolaristica della cultura. Potremmo anche dire molte cose sull\u2019area tra Roma e Napoli su cui ha operato, con interesse da studioso, da storico, da uomo fortemente legato al territorio. Ma confido che altri possano trattare questi temi a parte, molto meglio di me e con gran dovizia di informazioni di prima mano. Amerigo, persona decisa ma sempre rispettosa, e mai superficiale, divent\u00f2 sempre pi\u00f9 negli anni un infaticabile operatore culturale, specie quando, raggiunta l\u2019et\u00e0 della pensione, la casa editrice Eva conobbe uno slancio irresistibile con l\u2019ampliarsi delle collane, l\u2019arricchimento scientifico e qualitativo, le infinite presentazioni dei libri editi. La casa editrice Eva, gi\u00e0 ampiamente presente nell\u2019universo culturale italiano - e non solo strettamente letterario! - \u00e8 diventata un punto di riferimento importante in Italia, il cui catalogo desta una grande vivissima ammirazione per tutti coloro che operano nel mercato o che semplicemente amano la cultura tout court, senza preconcetti, senza schemi rigidi.<br \/>\nDi vista sono stato con Amerigo una volta sola, purtroppo, e me ne pento. In quell\u2019occasione, con mia moglie, conobbi Maria Grazia, moglie vivace, attenta e insostituibile alter ego anche per le attivit\u00e0 culturali, e Chiara, preziosa giovane collaboratrice della casa editrice, da cui poi, dolorosamente, \u00e8 piombata a tutti per mail la tristissima notizia. Ricorderemo sempre, mia moglie ed io, l\u2019eccezionale carica di cordialit\u00e0 e simpatia che emanava dalla persona, il clima di sincera e duratura amicizia, il delizioso pranzo che ci offr\u00ec e che avremmo voluto ricambiare a Firenze, la nostra citt\u00e0, il pomeriggio passato a Venafro a contemplare le bellezze del paese, l\u2019invito a ritornarci in estate.<br \/>\nSono trascorsi neanche tre anni, e qualche volta ci \u00e8 capitato di transitare in prossimit\u00e0 di Venafro, gi\u00f9 per l\u2019autostrada per Salerno o al mare opposto verso Termoli. Il tempo stretto, la necessit\u00e0 di arrivare a destinazione all\u2019ora prevista ci hanno, ingiustamente e crudelmente, impedito di ripassare per Via Nunziata Lunga 29. Amerigo mi aveva chiesto, quel giorno quasi piovigginoso del nostro incontro, di mandargli un racconto, una poesia. Io stavo concludendo quel periodo della mia vita, durato 40 anni, in cui avevo scritto un\u2019infinit\u00e0 di testi letterari. Avevo deciso di imprimere una svolta alla mia esistenza, semplicemente pubblicando tutte le mie opere e poi passando a fare altro. E cos\u00ec non potetti inviare niente ad Amerigo. Non avrei pensato di scrivere qualcosa proprio per quest\u2019occasione. Dimenticavo: ci salutammo il 5 dicembre 2014, erano circa le quattro del pomeriggio, un sole opaco stava per tramontare, eravamo lieti.\n<\/p>\n<p class=\"testoarticolo\">\n<strong>Paolo Ragni<\/strong>\n<\/p>\n<p><\/br><\/p>\n<p class=\"testoarticolo\">\n<strong>Nei sogni mi appari<\/strong><\/p>\n<p class=\"testoarticolo\">Nei sogni mi appari spesse volte<br \/>\ncon la tua paterna e tranquilla presenza.<br \/>\nTi parlo,<br \/>\nespongo il mio pensiero su alcune cose,<br \/>\ntu rispondi affermativamente,<br \/>\ncome condividessi le mie idee.<br \/>\nMa \u00e8 cos\u00ec vivida la tua presenza<br \/>\nche un presentimento emerge dal mio animo:<br \/>\ncosa mi rende triste se tu sei qui?<br \/>\nAllora provo a sfiorarti<br \/>\ne la mia mano si perde nel vuoto.<br \/>\nImprovvisamente il sogno diventa sogno.<br \/>\nLa realt\u00e0 del sogno \u00e8 un sogno nella realt\u00e0.<\/p>\n<p class=\"testoarticolo\"><span class=\"italic\">27 agosto 2017<\/span><br \/>\n<strong>Renzo Iannacone<\/strong><\/p>\n<p><\/br><\/p>\n<p class=\"testoarticolo\"><strong>Stress<\/strong><\/p>\n<p class=\"testoarticolo\">\nStress<br \/>\nIl giardino senza fiori<br \/>\nla luna rossa<br \/>\ngli occhi spalancati<br \/>\nal vuoto del mondo.<br \/>\nLa statua della Libert\u00e0<br \/>\nimmortalata in fotografia.<br \/>\nLa mia mente si sfalda<br \/>\ntentando di rimuovere<br \/>\nquello che fu vissuto.<\/p>\n<p class=\"testoarticolo\"><strong>Teresinka Pereira<\/strong> - Brasile<br \/>\n<span class=\"italic\">(Traduzione di Giuseppe Napolitano)<\/span>\n<\/p>\n<p><\/br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Foglio Volante n\u00b010 Anno XXXII Ottobre 2017 Un pensiero per un amico Era a fine anni \u201980, poco dopo la pubblicazione del mio primo libro, che conobbi Amerigo Iannacone. 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