{"id":1591,"date":"2017-09-20T11:33:56","date_gmt":"2017-09-20T09:33:56","guid":{"rendered":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=1591"},"modified":"2018-01-03T12:22:56","modified_gmt":"2018-01-03T11:22:56","slug":"dialoghi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=1591","title":{"rendered":"Dialoghi"},"content":{"rendered":"<div class=\"libro\">\n<div class=\"copertina\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-12 bordino\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Cop_Dialoghi-pdf-page-001.jpg\" width=\"255\" height=\"350\" \/><\/div>\n<div class=\"dettagli_libro\">\n<ul>\n<table class=\"info\">\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Autore<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Giuseppe Napolitano<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Titolo<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Dialoghi<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Collana<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">La stanza del poeta<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Pagine<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">96<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Anno<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">2017<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Prezzo<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">\u20ac 8,00<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Isbn<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">978-88-94866-10-0<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><\/br><\/p>\n<p class=\"testoarticolo\"><strong>Educare al dialogo<\/strong><\/p>\n<p class=\"testoarticolo\">Non voglio certo prendermi Francesco (il Papa) come sponsor \u2013 anche se sarebbe un bel colpo! \u2013, ma il suo discorso sull\u2019importanza del dialogo (ripreso peraltro dal filosofo Bauman poco prima di morire) lo sento molto congeniale. Ho passato la vita, posso dirlo, a dialogare, a cercare contatti, a promuovere incontri. L\u2019ho fatto a scuola e lo faccio sempre nell\u2019esercizio letterario: credo profondamente che la poesia abbia il compito, almeno tra i suoi compiti il pi\u00f9 importante, di educare al dialogo \u2013 perch\u00e9 leggiamo poesie? Perch\u00e9 \u201cci serve\u201d (direbbe il povero Troisi \u201cpostino\u201d), perch\u00e9 ci aiuta a trovare \u201ccompagni al duolo\u201d (direbbe il padre Dante): insomma, se abbiamo bisogno di aiuto, di un po\u2019 di compagnia, di esempio per un momento creativo, nella poesia sono le risposte a tanti nostri interrogativi, le chiavi per aprire porte che a lungo ci hanno resistito.<br \/>\nAnche tradurre poesia \u00e8 dialogare \u2013 favorire il dialogo (e per quel che appena ho detto potrebbe sembrare una tautologia): il traduttore di poesia si impegna a dare voce, un\u2019altra voce, a chi cerca di comunicare (ammesso appunto che il poeta sia uno che abbia voglia di parlare al prossimo): portando le sue parole in un\u2019altra lingua, gli si d\u00e0 una nuova occasione di dialogo, gli si schiudono nuovi orizzonti oltre il panorama quotidiano. Tradurre \u00e8 tradere (consegnare) senza tradire. Tradurre \u00e8 offrire visibilit\u00e0, ascolto, proiettare un discorso su un piano diverso da quello di partenza, conservando il messaggio originale ma adattandone il codice espressivo, magari forzando appena la chiave linguistica, perch\u00e9 quel messaggio venga recepito elaborato vissuto.<br \/>\nPerci\u00f2 Francesco sollecita \u201cla cultura del dialogo\u201d, vorrebbe addirittura che fosse \u201cun asse trasversale\u201d delle discipline scolastiche, per inculcare nei giovani \u201cun modo diverso di risolvere i conflitti\u201d (magari!)\u2026 \u00e8 quello che ho cercato di insegnare per trent\u2019anni, anzi pi\u00f9, a scuola, tenendo presente sempre la mia natura di poeta. E se traduco altri poeti, \u00e8 perch\u00e9 la loro voce mi \u00e8 parsa degna di avere ancora ascoltatori, lettori che potessero trarne lezioni di vita (ho cominciato dai classici, i greci e i latini, per passare ai contemporanei, ma solo quelli che conosco, ai quali chiedere spiegazioni se qualche verso mi risulta oscuro). Personalmente, la conoscenza diretta di tanti scrittori, la frequentazione di festival internazionali, la curiosit\u00e0 di conoscere comprendere condividere una poesia scritta in lingue diverse mi ha dato sempre la carica e la forza di lavorare perch\u00e9 da quella poesia potessi arrivare ad una migliore comprensione di altre culture \u2013 e questa possibilit\u00e0 ho voluto che fosse offerta anche a coloro che volessero avvicinarsi ad altre culture, almeno idealmente, leggendo poesia, leggendo i miei amici poeti.<br \/>\nLa poesia \u00e8 vita condivisa \u2013 la parola del poeta \u00e8 frammento riconoscibile di un\u2019esistenza altra che potrebbe essere la nostra. Perci\u00f2 scriviamo e leggiamo poesia (bisognerebbe sempre leggere molto, prima di scrivere!): ci scambiamo sensazioni impressioni suggestioni \u2013 confrontiamo cos\u00ec gli alfabeti delle nostre anime: dialoghiamo. Quanta vita si pu\u00f2 trovare nelle pagine di un libro! quanta vita altrui che diventa nostra, se le parole che la raccontano sanno come parlare alla nostra vita. Tradurre poesia \u00e8 cercare in altre lingue l\u2019umanit\u00e0 che conosciamo; prestare la mia voce ad un poeta di altra espressione lo aiuta a parlare come me, e attraverso le mie parole arriva a quelli che non conoscono la sua lingua (d\u2019altronde, anche se la conoscessero, leggere una traduzione \u00e8 comunque moltiplicare la comprensione di un testo).<br \/>\nTorniamo ancora ai giovani e al dialogo: leggere poesia, disporsi ad ascoltare un poeta lontano \u2013 nel tempo o nello spazio \u2013 favorisce in modo sensibile la formazione culturale di un individuo, se \u00e8 capace di cogliere nella lettura la profondit\u00e0 del suo spirito, se cio\u00e8 legge come guardandosi allo specchio, disposto a scoprire s\u00e9 stesso nello spirito del poeta che gli parla. Magari davvero i giovani comprendessero che c\u2019\u00e8 \u201cun modo diverso di risolvere i conflitti\u201d, di l\u00e0 dalla violenta dinamica dei rapporti di forza (bullismo prevaricazione sopraffazione) ai quali sono abituati \u2013 loro e quelli che vedono intorno a loro; e c\u2019\u00e8 un modo di comunicare, che \u00e8 privato e insieme universale, di l\u00e0 dalla sciatteria del sempre pi\u00f9 banale cinguettare dei loro messaggini: ed \u00e8 appunto la poesia, l\u2019espressione alta di cose quotidiane fatte patrimonio comune. \u00c8 il dialogo fatto con le parole organizzate secondo schemi e logiche \u2013 solo apparentemente difficili (\u00e8 una maschera di circostanza) \u2013 da cui ciascuno pu\u00f2 attingere, in cui ciascuno pu\u00f2 riflettersi e scoprirsi diverso, a cui ciascuno pu\u00f2 perfino sostituire un significato senza perdere il senso generale del discorso.<br \/>\nCi sono, in questo piccolo libro che si intitola Dialoghi, pochi amici \u2013 pochi rispetto alle decine di poeti incontrati nei dieci anni delle mie frequentazioni internazionali (Francia, Spagna, Macedonia, Albania, Serbia, Bosnia, Kosovo, Tunisia, Marocco). Sono gli amici che per un motivo o un altro mi sono trovato a tradurre: curiosit\u00e0 soprattutto, spesso un libretto da preparare per qualche occasione, anche la semplice voglia di far conoscere un testo che mi era piaciuto. Lo dissi gi\u00e0 tanti anni fa (lavorando con la poesia di John Deane): non sono un traduttore, ma se mi piace una cosa mi va di condividerla. Cos\u00ec un poeta lontano mi va di avvicinarlo ai miei amici, ai lettori delle mie cose, facendo appunto della sua poesia una mia cosa: la firma del traduttore (d\u2019accordo con Carlos Vitale, il mio traduttore in spagnolo) impegna quest\u2019ultimo come autore, nel senso della responsabilit\u00e0 verso il lettore.<br \/>\nPer fortuna, i sedici autori di queste nuove traduzioni (dopo le Traduzioni sparse, con cui avevo chiuso la prima serie della collana \u201cla stanza del poeta\u201d) sono anche amici, e mi hanno suggerito qualche spunto di interpretazione al fine di rendere meglio il passaggio linguistico: la mancanza del testo originale a fronte \u00e8 segno di libert\u00e0, non trattandosi qui di versioni da studio, quanto di rivisitazione di testi che ho sentito vicini alla mia sensibilit\u00e0, scegliendoli quindi per rappresentare insieme gli autori e la mia stessa maniera di intendere, e fare, poesia.<br \/>\nRichard Berengarten, inglese ma cittadino del Mediterraneo, gi\u00e0 professore a Cambridge e pluritradotto, \u00e8 uno dei tanti conosciuti a Tetov\u00eb durante il Festival \u201cDit\u00ebt e Naimit\u201d, organizzato da Shaip Em\u00ebrllahu, che mi invita l\u00ec da quasi dieci anni e pure \u00e8 presente in questa antologia. Adriana Hoyos, spagnola, Diti Ronen, israeliana (mia ospite a Gaeta), e Anna Rostokina, russa, le ho incontrate anche loro a Tetov\u00eb, come l\u2019azero Kamram Azar Kamran (che vive esule in Norvegia) e il bosniaco Sabahudin Hadzialic (che mi ha invitato pi\u00f9 volte a Sarajevo), l\u2019argentino Ricardo Rubio, il kosovaro Ndue Ukaj e i taiwanesi Hsiu-chen Chen e Kuei-shien Lee (che mi ha tradotto in cinese 22 poesie, appena pubblicate in Grammatica interiore, Volturnia Edizioni \u2013 insieme alla versione inglese di J.R. Forbus). La kosovara Ilire Zajmi, conosciuta a Pej\u00eb, giornalista e traduttrice, ha tradotto in albanese il mio Dialogo alla luna. Con Georges Drano e sua moglie Nicole Drano Stamberg, operatori culturali francesi attivi a Frontignan-La Peyrade e in altre citt\u00e0 dell\u2019H\u00e9rault (Lod\u00e8ve, S\u00e8te, etc.), siamo amici da quasi vent\u2019anni, nel corso dei quali pi\u00f9 volte ci siamo incontrati, in Francia e in Italia: di entrambi, anche insieme a Irene, ho tradotto e pubblicato diversi piccoli libri. Daniel Leuwers, francese anche lui, \u00e8 stato professore a Tours e inventore della collana dei livres pauvres: \u00e8 presente in entrambe le edizioni della collana \u201cla stanza del poeta\u201d. Tra i pochi egiziani che conosco, Sharif al-Shafiey l\u2019ho incontrato a Marrakech nel 2015.\n<\/p>\n<p class=\"testoarticolo\"><b>Giuseppe Napolitano<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Autore Giuseppe Napolitano Titolo Dialoghi Collana La stanza del poeta Pagine 96 Anno 2017 Prezzo \u20ac 8,00 Isbn 978-88-94866-10-0 Educare al dialogo Non voglio certo prendermi Francesco (il Papa) come sponsor \u2013 anche se sarebbe un bel colpo! \u2013, ma il suo discorso sull\u2019importanza del dialogo (ripreso peraltro dal filosofo Bauman poco prima di morire) <a href=\"http:\/\/edizionieva.com\/?p=1591\" class=\"more-link\">...continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\"> \"Dialoghi\"<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,7],"tags":[],"class_list":{"0":"post-1591","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-collaneeditoriali","7":"category-libri","8":"h-entry","9":"hentry","10":"h-as-article"},"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1591"}],"collection":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1591"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1591\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1594,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1591\/revisions\/1594"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1591"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1591"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1591"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}