{"id":222,"date":"2006-02-24T11:39:38","date_gmt":"2006-02-24T10:39:38","guid":{"rendered":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=222"},"modified":"2016-07-06T17:06:55","modified_gmt":"2016-07-06T15:06:55","slug":"piccolo-manuale-di-esperanto-di-amerigo-iannacone","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=222","title":{"rendered":"Piccolo manuale di esperanto di Amerigo Iannacone"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-12 aligncenter\" src=\"http:\/\/edizionieva.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Piccolo-Manuale-di-Esperanto-medio.jpg\" width=\"255\" height=\"350\" \/><\/p>\n<p class=\"testoarticolo\">L\u2019esperanto \u00e8 una lingua soprannazionale, patrimonio di tutta l\u2019umanit\u00e0, che si prefigge lo scopo di diventare la seconda lingua di tutti, da utilizzare preminentemente nei rapporti internazionali, in modo da eliminare i problemi derivanti dalle barriere linguistiche.<br \/>\nIdeato nel 1887 da Ludwik Lejzar Zamenhof, l\u2019esperanto, secondo le parole dello stesso iniziatore, \u00abnon ha nessun legiferatore e non dipende da nessuna persona in particolare\u00bb ed \u00abesperantista \u00e8 chiamato chiunque conosce e usa la lingua esperanto indipendentemente dallo scopo per cui la usa\u00bb.<br \/>\nZamenhof nacque nel 1859 a Bialystok, in Lituania, regione della vecchia repubblica polacca che l\u2019impero russo si era annessa, e mori a Varsavia nel 1917. A Bialystok in quel periodo convivevano \u2014 e non sempre pacificamente \u2014 diverse etnie, con diverse lingue e fin da bambino Zamenhof si trov\u00f2 ad osservare le difficolt\u00e0 e i problemi dell\u2019incomprensione linguistica.<br \/>\nDopo un primo tentativo di creare una lingua internazionale in et\u00e0 adolescenziale, progetto andato a monte perch\u00e9 il padre gli distrusse gli appunti temendo che lo distraessero dagli studi, nel 1887 Zamenhof pubblic\u00f2 la prima grammatica di esperanto, un libretto di 40 pagine in lingua russa, firmandosi con lo pseudonimo di Doktoro Esperanto, Il Dottore che spera (Zamenhof era oculista). Il volumetto ebbe subito un\u2019eco notevole in tutto il mondo e nel corso dello stesso anno furono pubblicati anche le versioni in polacco, in francese, in tedesco e in esperanto. Quello che era lo pseudonimo dell\u2019autore, fu ben presto adottato per indicare la stessa lingua. L\u2019esperanto inizi\u00f2 rapidamente a diffondersi, nacquero associazioni esperantiste in tutta Europa, cominciarono a uscire periodici in esperanto. La nuova lingua cominciava anche ad avere l\u2019avallo di personalit\u00e0 illustri. Uno dei primi ad accettarla fu Lev Tolstoj. Nel 1889, rispondendo a V. Majnov, il grande scrittore russo scriveva: \u00abIo ritengo l\u2019apprendimento di una lingua europea comune (vale a dire la lingua internazionale esperanto) cosa assolutamente urgente [...]. Per quel che mi \u00e8 possibile, io cercher\u00f2 di diffondere questa lingua e, la cosa pi\u00f9 importante, cercher\u00f2 di<br \/>\nconvincere tutti della sua necessit\u00e0\u00bb. Tostoj fu anche collaboratore del periodico La Esperantisto (L\u2019esperantista), organo del nascente movimento pubblicato a Norimberga, che anzi fu chiuso dalla censura zarista proprio in seguito alla pubblicazione dell\u2019articolo di Tolstoj \u201cSaggezza o fede?\u201d.<br \/>\nNel 1905, ebbe luogo in Francia, a Boulogne-sur-Mer, il primo congresso universale di esperanto, cui parteciparono 668 congressisti, provenienti da tutta Europa. Grande fu l\u2019entusiasmo e il successo e da allora ogni anno, eccetto qualche anno nei periodi bellici, si sono suc\u00acceduti i congressi universali in citt\u00e0 di volta in volta diverse. Ai congressi universali si andavano aggiungendo congressi nazionali, congressi settoriali, convegni, ecc. Sono nate riviste e trasmissioni radio quotidiane, ed \u00e8 nata una vasta letteratura originale, oltre che tradotta.<br \/>\nL\u2019esperanto \u00e8 una lingua estremamente facile sia dal punto di vista fonetico sia da punto di vista grammaticale. La grammatica, rigorosamente razionale, si articola in poche regole e senza alcuna eccezione. Il vocabolario \u00e8 formato da radici provenienti da varie lingue, per la maggior parte dal latino e da lingue del ceppo indoeuropeo, prevalentemente con l\u2019accoglimento, per ogni parola, della radice di maggiore facilit\u00e0 fonetica e maggiormente diffusa a livello internazionale.<br \/>\nOggi l\u2019esperanto ha una considerevole diffusione in tutto il mondo, dagli Stati Uniti allo Zaire, dal Sud Africa alla Danimarca, dalla Cina al Brasile, nonostante il discorso esperantista sia portato avanti generalmente da appassionati e da studiosi, senza interessi n\u00e9 economici n\u00e9 di altro genere, ma solo di quelli della risoluzione del problema della comunicazione internazionale<br \/>\nEsiste un\u2019organizzazione esperantista a livello mondiale, (la UEA, Universala Esperanto-Asocio, Associazione Esperantista Universale), la cui sede centrale \u00e8 attualmente in Olanda, a Rotterdam, cui fanno capo oltre 50 associazioni nazionali. Quella italiana \u00e8 la FEI, Federazione Esperantista Italiana, che ha sede a Milano ed \u00e8 ente morale. Ma molte altre associazioni e istituzioni esistono in Italia e nel mondo, a volte collegate tra loro, a volte indipendenti. Esiste inoltre una rete di delegati dell\u2019UE A diffusi in pi\u00f9 di una cinquantina di paesi. Ci sono circoli esperantisti dislocati qua e l\u00e0 ed esistono associazioni esperantiste di categoria (scienziati, insegnanti, ferrovieri, medici, non vedenti, giovani, cattolici, cattolici, mormoni, ecologisti, ecc.).<br \/>\nDi notevole rilievo \u00e8 la letteratura originale in esperanto, dove si possono trovare opere di saggistica, narrativa, poesie, manualistica, ecc. Non pochi sono gli scrittori e poeti di grande talento che usano l\u2019esperanto per le loro opere originali. Ci sono poi, come si pu\u00f2 intuire, migliaia di opere tradotte da tutte le lingue, che danno la possibilit\u00e0 di avvicinarsi alle letterature di tutto il mondo, pur non conoscendo le lingue in cui sono state scritte le opere. Molte sono le riviste che si pubblicano un po\u2019 dappertutto, dal semplice notiziario alla rivista scientifica, dal periodico di informazione a quello letterario. Inoltre parecchie emittenti radiofoniche (Varsavia, Pechino, Vienna, Roma, Berna, Citt\u00e0 del Vaticano, Radio Radicale, ecc.) trasmettono regolarmente programmi in esperanto e, da ultimo, su Internet \u00e8 possibile trovare un po\u2019 di tutto, dai corsi di lingua on line ai testi in esperanto all\u2019organizzazione alla storia del movimento esperantista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019esperanto \u00e8 una lingua soprannazionale, patrimonio di tutta l\u2019umanit\u00e0, che si prefigge lo scopo di diventare la seconda lingua di tutti, da utilizzare preminentemente nei rapporti internazionali, in modo da eliminare i problemi derivanti dalle barriere linguistiche. 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