{"id":262,"date":"2007-02-19T14:53:42","date_gmt":"2007-02-19T13:53:42","guid":{"rendered":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=262"},"modified":"2017-01-23T17:56:55","modified_gmt":"2017-01-23T16:56:55","slug":"la-passeggiata-di-antonio-vanni","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=262","title":{"rendered":"La passeggiata"},"content":{"rendered":"<div class=\"libro\">\n<div class=\"copertina\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-12 bordino\" src=\"http:\/\/edizionieva.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/La-passeggiata-medio.jpg\" width=\"255\" height=\"350\" \/><\/div>\n<div class=\"dettagli_libro\">\n<ul>\n<table class=\"info\">\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Titolo<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">La passeggiata<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Autore<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Antonio Vanni<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Collana<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Perseidi<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Anno<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">2007<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Pagine<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">68<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Prezzo<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">\u20ac 8,00<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<p class=\"testoarticolo\">\u00c8 una prosa quella presentata da Antonio Vanni nei brevi racconti della raccolta La Passeggiata, lieve, levigata con intermezzi poetici che rivelano un animo estremamente sensibile che, nel suo insieme, lascia intravedere un temperamento ansioso.<br \/>\nNon sono eventi tipici del racconto realistico ma un pretesto per un \u201cviaggio\u201d dentro di s\u00e9, alla ricerca, tramite l\u2019immaginazione e l\u2019affabulazione oniriche, di una condizione \u201coriginaria\u201d, quasi, detta \u00e0 la Husserl, precategoriale, prima, cio\u00e8, in poche parole, delle forme logico-intellettuali dell\u2019Intelletto inteso come \u201cinsieme\u201d di forme scientifiche.<br \/>\nLo sappiamo che i filosofi del Sei\/Settecento (da Hobbes a Rousseau) cercavano quell\u2019immaginifico \u201cstato di Natura\u201d quale postulato, o astrazione pura o convenzione ancora, per le loro teorie sullo Stato, sulla Libert\u00e0 dell\u2019Individuo e sulla Sua Natura, pur non credendo affatto che esso fosse buono o cattivo \u201cper natura\u201d, per condizione dell\u2019essere esistenziale. Solo postulati, quindi, per rendere o giustificare le varie teorie politiche che andavano delineando intorno alla societ\u00e0 umana e alle sue istituzioni. Colgo l\u2019occasione qui, per rivalutare la teoria hobbesiana, anche se Hobbes dai pi\u00fa non \u00e8 molto amato, teoria tralasciata anche e poco studiata, che anticipa e di molti secoli una profonda analisi esistenziale ma, come detto, non \u00e8 il luogo questo per parlarne in modo adeguato.<br \/>\nSe per i filosofi succitati \u00abl\u2019originariet\u00e0\u00bb era pura astrazione, repetita juvant, in Vanni la sua ricerca sembra acquisire un senso forte, reale, veramente esistente o esistita. E tutto sembra, in questi racconti brevi, romanticamente o con sensibilit\u00e0 romantica, meglio ancora, ruotare attorno a tale presupposto.<br \/>\nDiventa il \u201cnarrare\u201d di Vanni quindi una mitizzazione di uno stato buono e puro, innocente dell\u2019uomo onde la chiave per com-prendere tali racconti nella sua pienezza.<br \/>\nL\u2019atmosfera dominante \u00e8 quella della r\u00eaverie, del sogno ad occhi aperti quasi per recuperare una dimensione pi\u00fa umana del vivere, dell\u2019\u00abek-sistere\u00bb tanto duro quanto alienante che caratterizza l\u2019uomo d\u2019oggi, espropriato di s\u00e9, alienato dei suoi valori fondanti che non sono quelli propinatici da un turbo-capitalismo \u201chi-technologico\u201d. Questo sorpassa, cela le esigenze sentite dell\u2019uomo, lo disumanizza tramite falsi bisogni e propinandogli false mete: lo aliena o cerca di farlo e sembra che in tale operazione ci riesca e anche troppo bene, purtroppo.<br \/>\nDonde il bisogno di sognare, di recuperare la dimensione dell\u2019Umanit\u00e0 in quanto tale che avvertiamo nell\u2019opera breve dell\u2019Autore molisano anche se sovente, nonostante lo spirito \u201ccatartico\u201d, mi pare, pecchi di una certa ingenuit\u00e0 (ma ogni poeta \u00e8 ingenuo). Comunque tot capita, tot sententiae, e poi non \u00e8 detto che un\u2019opera raggiunga la perfezione \u2013 e ci tengo a riaffermarlo \u2013 che una critica non \u00e8 per nulla un\u2019esegesi. Proprio perch\u00e9 si tratta di una critica, di un giudizio, letteralmente, etimologicamente, questo mio breve appunto non vuole n\u00e9 tende a tessere elogi ma pi\u00fa modestamente ed onestamente a capire ci\u00f2 che l\u2019Autore ha creduto o crede di dire, di esprimere. \u00c8 al lettore che spetta l\u2019ultima parola. Il critico ha il compito, lui pertinente, di indirizzarlo su linee direttrici. Non pu\u00f2 far altro, pena l\u2019esproprio del pensiero dell\u2019autore e proporre la sua visione in modo violento, anche se raffinatamente celato, all\u2019eventuale lettore. Tale operazione sinceramente \u00e8 contraria ai miei princip\u00ee deontologici.<\/p>\n<p class=\"testoarticolo\"><b>Enrico Marco Cipollini<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Titolo La passeggiata Autore Antonio Vanni Collana Perseidi Anno 2007 Pagine 68 Prezzo \u20ac 8,00 \u00c8 una prosa quella presentata da Antonio Vanni nei brevi racconti della raccolta La Passeggiata, lieve, levigata con intermezzi poetici che rivelano un animo estremamente sensibile che, nel suo insieme, lascia intravedere un temperamento ansioso. 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