{"id":368,"date":"2016-06-20T15:36:36","date_gmt":"2016-06-20T13:36:36","guid":{"rendered":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=368"},"modified":"2017-01-27T15:15:25","modified_gmt":"2017-01-27T14:15:25","slug":"il-coraggio-di-vivere","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=368","title":{"rendered":"Il coraggio di vivere"},"content":{"rendered":"<div class=\"libro\">\n<div class=\"copertina\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-12 bordino\" src=\"http:\/\/edizionieva.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Cop.-Il-coraggio.jpg\" width=\"255\" height=\"350\" \/><\/div>\n<div class=\"dettagli_libro\">\n<ul>\n<table class=\"info\">\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Titolo<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Il coraggio di vivere<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Autore<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Adriana Panza<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Collana<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Perseidi<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Pagine<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">192<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Prezzo<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">\u20ac 15,00<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<p class=\"testoarticolo\">In pensione da un bel po\u2019, Adriana Panza non vuole dimenticare la sua vita da maestra. In realt\u00e0 continua a raccontare la sua vita, perch\u00e9 ne ricorda tanti episodi, anche lontani, e pensa che possa servire (non soltanto a lei, se non altro per mettere ordine in quell\u2019ingombrante armadio che \u00e8 la sua memoria) a far riflettere altri, oggi che tutto \u00e8 veramente pi\u00fa facile e sembra invece addirittura difficile a qualcuno che (si direbbe con un\u2019espressione del secolo scorso) ha la mangiatoia troppo bassa, e comoda, quindi, per prendere quello che gli serve.<br \/>\nRaccontando la sua vita, Adriana offre un modello di confronto che potr\u00e0 pure apparire datato, specie quan-do rievoca la sua lunga permanenza in Africa (\u201cla mia Africa\u201d, come la chiama lei), ma \u00e8 certo ricco di stimoli, se appena si fa attenzione alle componenti umane di quel modello d\u2019esistenza. Tempi duri, quelli della Soma-lia degli anni sessanta-settanta del Novecento, e dell\u2019Ita-lia pure, specie quella meridionale, che appena cominciava ad uscire dal periodo buio culminato nella Seconda Guerra Mondiale. Si stava un po\u2019 meglio di prima, certo, ma i pi\u00fa avveduti facevano comunque attenzione a non sprecare. Una famigliola del ceto medio poteva cominciare a concedersi un piccolo lusso, un\u2019auto nuova, un viaggio.<br \/>\nE qui ritorna la maestra: come in altri suoi libri, Adriana Panza alterna la narrazione in prima persona degli eventi alla descrizione storica e geografica, e an-tropica e culturale, dei luoghi in cui quegli eventi si so-no svolti, e delle persone con le quali sono stati condivi-si. Ogni occasione \u00e8 buona per una digressione storica, scientifica, geografica... Una citt\u00e0, un popolo, un edifi-cio, un personaggio storico, un paesaggio africano, un animale esotico, tutto si pu\u00f2 prendere a pretesto per una piccola lezione \u2013 come se lei fosse ancora a scuola, come se avesse sempre davanti una scolaresca da interessare, da colpire, da stupire. Il lettore viene cos\u00ec guidato in una specie di viaggio d\u2019istruzione, entrando in una enciclopedia condensata, in un fantastico atlante storico-geo-grafico ricco di puntine colorate.<br \/>\nL\u2019autrice di queste memorie private, \u201ctra storia e vi-ta\u201d (Tra storia e vita \u00e8 il titolo di un altro suo libro simile a questo), vuole proprio sottolineare quanto le vicende familiari siano determinate dal corso generale degli eventi, e insieme questi, i grandi fatti che fanno la Storia con la maiuscola, devono comunque tener conto dei tanti fatterelli della gente comune. La vita di una perso-na non \u00e8 mai solo la sua, cos\u00ec la storia di un Paese \u00e8 la somma di tante vite, e alla fine si deve guardare avanti e indietro al tempo stesso, e di lato anche, se si vuol cre-scere sicuri, se si vuole provare a costruire su terreno stabile.<br \/>\nGli anni vissuti in Somalia \u2013 gi\u00e0 lo sappiamo, se di Adriana abbiamo letto altre storie \u2013 furono particolar-mente intensi e ricchi di soddisfazioni (nonostante il terribile lutto da cui parte in quest\u2019occasione la cronaca familiare della nostra autrice, sconvolta per la perdita di marito e figlioletto in un incidente di montagna). Figlia di un benemerito della cultura e della divulgazione cul-turale, in un Paese arretrato e privo di identit\u00e0 linguisti-ca, Adriana maestra in terra straniera si trova infatti lei stessa a combattere per la crescita dei suoi piccoli allie-vi. E dedica loro una passione moltiplicata dalla man-canza di un figlio proprio.<br \/>\nI primi radicali programmi governativi di \u201crifonda-zione\u201d delle strutture economico-sociali della Somalia iniziarono infatti, solo nel 1970, dopo che il Paese si era costituito in Repubblica Socialista, poich\u00e9 il nuovo regi-me si pose come obiettivi primari, il raggiungimento dell\u2019autosufficienza attraverso l\u2019adozione di tecniche adatte alle condizioni della societ\u00e0 locale. Molto interes-sante, ad esempio, \u00e8 l\u2019osservazione che riguarda la poe-sia \u2013 essendo l\u2019autrice per ovvi motivi attratta da questo argomento \u2013. La poesia, nella tradizione somala, rappresenta molto pi\u00fa che una semplice forma di espressione artistica: essa d\u00e0 corpo e formulazione all\u2019intero complesso di valori che caratterizzano la cultura e la storia della Somalia.<br \/>\nAccurate, di rilievo, sono tutte le digressioni storiche e antropiche, nelle quali la maestra Panza sciorina la sua conoscenza professionale e l\u2019abilit\u00e0 comunicativa che segnava le maestre di una volta. Notevoli soprattutto le precisazioni su fatti e personaggi che conosciamo, magari dalla Bibbia, come la quasi mitica regina di Saba. Il racconto in questione \u2013 scrive Adriana \u2013 ebbe diffusione persino in Etiopia, assurgendo a tradizione nazionale perch\u00e9 gli si connette l\u2019origine della dinastia salomonide: il Kebra Nagast (\u201cGloria dei re\u201d, 14\u00b0 sec.) narra che la regina, cui \u00e8 dato il nome di Makeda, si sia recata dall\u2019Etiopia a Gerusalemme, dove da una relazione amorosa con Salomone nacque il figlio Menelik, mitico progenitore dei negus salomonidi.<br \/>\nIl decennio degli anni Settanta, si diceva, \u00e8 il cuore della narrazione. La protagonista attraversa fasi alterne, tra fiducia e sconforto, ma prevale la sua forza, la sua determinazione nell\u2019accettare sempre con serena fermezza le prove a cui la vita la chiama. In queste sue pagine vivono le persone che le sono state vicino, ricordate negli episodi ai quali lei \u00e8 pi\u00fa legata. E che fa rivivere per noi come se ci accompagnasse in un museo personale. Il campeggio alle Tremiti e Patty Pravo, il soggiorno in Sardegna e il viaggio a Barcellona, la piccola \u201c500\u201d gialla e il referendum per il divorzio... Fatti privati che si incastrano nelle grandi vicende storiche: cos\u00ed va il mondo, cos\u00ed scorrono gli anni che ci \u00e8 concesso di vivere.<br \/>\nNon tutto naturalmente va come noi vorremmo, ma con un po\u2019 di buona volont\u00e0 si pu\u00f2 addrizzare un per-corso che si va facendo storto, si pu\u00f2 correggere un at-teggiamento che ci ferisce. Con un po\u2019 di coraggio, quello che non manca certo alla nostra Adriana, vittima e artefice insieme di una trama esistenziale della quale cogliere \u201cil sugo della storia\u201d (direbbe qualcuno) per conservarne il sapore \u2013 e farcelo provare, assaporare, invitati a un banchetto della conoscenza imbandito di sorprese.\n<\/p>\n<p class=\"testoarticolo\">Dalla prefazione di <b>Giuseppe Napolitano<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Titolo Il coraggio di vivere Autore Adriana Panza Collana Perseidi Pagine 192 Prezzo \u20ac 15,00 In pensione da un bel po\u2019, Adriana Panza non vuole dimenticare la sua vita da maestra. 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