{"id":596,"date":"2016-09-29T17:43:45","date_gmt":"2016-09-29T15:43:45","guid":{"rendered":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=596"},"modified":"2016-09-29T17:58:53","modified_gmt":"2016-09-29T15:58:53","slug":"il-foglio-volante-di-ottobre","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=596","title":{"rendered":"Il Foglio Volante di ottobre"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span class=\"sottotitolo myalign\">Foglio Volante n\u00b010 Anno XXXI Ottobre 2016<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-12 aligncenter bordino\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Foglio-10-2016.jpg\" width=\"250\" height=\"350\" \/><\/p>\n<p><\/br><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Il degrado del linguaggio tra volgarit\u00e0 e ipocrisia<\/strong><\/p>\n<p class=\"testoarticolo\">Il degrado morale si misura anche dalla volgarit\u00e0 del linguaggio. Il cinema e la televisione e soprattutto il cinema in televisione, hanno sdoganato quella volgarit\u00e0 di linguaggio che una volta \u2013 neppure molti anni fa \u2013 assolutamente non si concepiva o al massimo si poteva sentire magari nelle bettolacce di terz\u2019ordine. E nemmeno cos\u00ed disinvoltamente e spudoratamente come il linguaggio che oggi ci porta in casa a tutte le ore la televisione.<br \/>\nC\u2019\u00e8 qualcuno che si \u00e8 preso la briga di contare i fuck e derivati, presenti nei film che ci arrivano da oltreoceano. I primi in classifica: in The Wolf of Wall Street, film di Martin Scorsese del 2013 se ne incontrano 569; 435 in Summer of Sam di Spike Lee, del 1999; 428 in Nil by Mouth, di Gary Oldman, del 1998; 422 in Casin\u00f2, ancora di Scorsese del 1995; e cos\u00ed via.<br \/>\nSe si aggiungono altre parole come shit e bitch e altre scurrilit\u00e0 come i nomi volgari degli organi sessuali, in The Wolf of Wall Street arriviamo a 687, vale a dire \u2013 visto che il film dura quasi tre ore \u2013 3,8 al minuto. In Swearnet: The Movie, film canadese di Warren P. Sonoda del 2014, si contano 935 volgarit\u00e0. Poich\u00e9 il film dura un\u2019ora e 52 minuti, possiamo calcolare una media di 8,35 parolacce al minuto, una ogni 7,18 secondi: una bella media.<br \/>\nNon ne sono esenti neppure i cartoni animati: \u00e8 uscito lo scorso agosto il film di animazione Sausage Party, la cui prima parola \u00e8 shit. Seguono una sfilza di parolacce. In pericolo il primato per i film di animazione di Suth Park, del 1989, in cui si contano 399 parolacce.<br \/>\nPer non parlare dalla produzione italiana, che non \u00e8 certo da meno. Abbiamo imparato a importare dalle Americhe tutte (e solo) le cose peggiori. Certo che negli Stati Uniti ci sono anche cose buone, ma noi quelle gliele lasciamo.<br \/>\nI film italiani \u2013 direi grosso modo a partire dagli anni novanta del secolo scorso \u2013 sono infarciti di volgarit\u00e0 che qui non \u00e8 necessario le ripeta: basta andare a cinema, per un film qualsiasi, o accendere la televisione. Non sono molte le eccezioni. In particolare per i film comici. Parrebbe che senza volgarit\u00e0 non ci sia comicit\u00e0. Eppure in tutta la vasta filmografia (100 pellicole) del pi\u00fa grande attore comico di tutti i tempi, vale a dire Tot\u00f2, non ci sono mai volgarit\u00e0. Una sola parola un po\u2019 sopra le righe, si trova nel film I due colonnelli, in cui, all\u2019ufficiale tedesco che gli urla: \u00abIo ho carta bianche!\u00bb risponde \u00abE ci si pulisca...\u00bb.<br \/>\nNon hanno avuto bisogno di usare parole volgari altri grandi comici, come Massimo Troisi, Franchi e Ingrassia, Peppino De Filippo, Walter Chiari, eccetera. O, andando in campo internazionale, Stanlio e Ollio. Charlot, Jerry Lewis, Peter Sellers avevano forse bisogno di volgarit\u00e0 per far ridere?<br \/>\nLa cosa curiosa \u00e8 come questa moda delle parolacce, progredisca parallelamente all\u2019altra moda ipocrita e ridicola del cosiddetto \u201cpoliticamente corretto\u201d (che poi vorrebbe significare \u201ceticamente\u201d corretto: la politica non c\u2019entra per nulla). Cio\u00e8 si pu\u00f2 usare, come abbiamo visto, una parolaccia ogni sette secondi, ma non si possono usare parole come \u201csordo\u201d, \u201ccieco\u201d e nemmeno si pu\u00f2 dire di un alunno \u201crespinto\u201d, perch\u00e9 sono ritenute parole offensive.<br \/>\nCerto che \u00e8 strano questo nostro mondo!<\/p>\n<p class=\"testo\"><strong>Amerigo Iannacone<\/strong><\/p>\n<p><\/br><\/p>\n<p><strong>Nancy<\/strong><\/p>\n<p class=\"testoarticolo\">Nancy, la mia gattina<br \/>\n(la notte dorme al piano<br \/>\nsotto di noi, che siamo<br \/>\nun po\u2019 la sua famiglia)<br \/>\naspetta ogni mattina<br \/>\nche io scenda per farla uscire.<br \/>\nSe non muore lei prima,<br \/>\nun giorno non mi vedr\u00e0<br \/>\npi\u00fa scendere. Ma non smetter\u00e0<br \/>\nper questo di ritenermi<br \/>\n\u2013 tale e quale<br \/>\nritiene se stessa \u2013 immortale.<\/p>\n<p class=\"testoarticolo\">Coreno Ausonio, 19\/07\/2016<br \/>\n<strong>Tommaso Lisi<\/strong><\/p>\n<p><\/br><\/p>\n<p class=\"testoarticolo myalign\"><strong><span class=\"titoloparagrafo\">Appunti e spunti<\/span><\/strong><br \/>\n<span class=\"testoarticolo myalign italic\">Annotazioni linguistiche<\/span><br \/>\n<span class=\"testoarticolo myalign\">di Amerigo Iannacone<\/span><\/p>\n<p><strong>Inglese pigliatutto<\/strong><\/p>\n<p class=\"testoarticolo\">Mi era gi\u00e0 capitato di sentire parole latine come junior, medium, media, Venus, lette come fossero inglesi: \u201cgiunior\u201d, \u201cmidium\u201d, \u201cmidia\u201d, \u201cVines\u201d, e anche di vedere scritto \u2013 purtroppo da un\u2019azienda produttrice \u2013 \u201calbums\u201d con un plurale all\u2019inglese di una parola latina. Le ultime le ho sentite di recente: plus e minus che diventano nella pronuncia \u201cplas\u201d e \u201cmainus\u201d.<br \/>\nMa anche parole di altre lingue, cos\u00ed, per esempio, la parola tedesca Reich pronunciata \u201creic\u2019\u201d, o la parola spagnola golpe, pronunciata senza la vocale finale, come fossero parole inglesi, perch\u00e9 se non \u00e8 italiano, vuol dire che \u00e8 inglese. Come dire : l\u2019inglese pigliatutto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Foglio Volante n\u00b010 Anno XXXI Ottobre 2016 Il degrado del linguaggio tra volgarit\u00e0 e ipocrisia Il degrado morale si misura anche dalla volgarit\u00e0 del linguaggio. 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