{"id":612,"date":"2016-10-30T13:32:19","date_gmt":"2016-10-30T12:32:19","guid":{"rendered":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=612"},"modified":"2016-10-30T13:48:12","modified_gmt":"2016-10-30T12:48:12","slug":"il-foglio-volante-di-novembre","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=612","title":{"rendered":"Il Foglio Volante di novembre"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span class=\"sottotitolo myalign\">Foglio Volante n\u00b011 Anno XXXI Novembre 2016<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-12 aligncenter bordino\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Foglio-11-2016-1.jpg\" width=\"250\" height=\"350\" \/><\/p>\n<p><\/br><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Poesia ed esperanto<\/strong><\/p>\n<p class=\"testoarticolo\">In Italia, \u00e8 cosa risaputa, si legge poco, si legge pochissimo, e negli ultimi anni le cose sono andate addirittura peggiorando. Fino a qualche anno fa capitava anche di vedere, in treno, in aereo, in tram, in pullman, qualcuno con un libro aperto. Oggi si vedono solo ragazzi (e per la verit\u00e0 non solo ragazzi) che tormentano ininterrottamente i telefonini con i loro giochi obnubilanti. Vedere una persona in spiaggia, sotto l\u2019ombrellone, o nei giardini pubblici che sta leggendo un libro \u00e8 cosa altamente improbabile.<br \/>\nIl livello culturale medio si abbassa sempre pi\u00fa e siamo a quello che chiamano \u201canalfabetismo di ritorno\u201d. Complice la televisione che nei canali principali e negli orari di maggiore ascolto, trasmette solo programmi demenziali. La lingua corrente diventa sempre pi\u00fa piatta, ben lontana da quella della tradizione letteraria, dei poeti e degli scrittori. E spesso gli stessi scrittori si adeguano alla lingua piatta della massa.<br \/>\nIl mercato librario \u00e8 in decrescita. \u00c8 vero che il numero dei libri che si stampano \u00e8 piuttosto alto, ma le tirature sono sempre pi\u00fa basse. Se fino a pochi anni fa le tirature minime, anche di un autore sconosciuto al primo libro, erano di 500-1000 copie, oggi si tirano 100-200 copie e spesso anche meno. C\u2019\u00e8 la crisi economica? Certo. Ma la crisi economica \u00e8 effetto di una pi\u00fa grave crisi: la crisi morale. La crisi economica \u00e8 partita, come \u00e8 noto, dai giochi sporchi di alcuni banchieri.<br \/>\nDa qualche decennio c\u2019\u00e8 stata nell\u2019uomo una sorta di \u201cmutazione antropologica\u201d, che ha abbassato il senso dell\u2019etica e della morale, per cui si parla di \u201crelativismo etico\u201d, dove non esistono valori morali assoluti ma sono variabili in funzione dei mutamenti sociali, politici ed economici che si verificano nella societ\u00e0, ma anche in rapporto alla convenienza e agli interessi personali.<br \/>\nPerch\u00e9 le cose cambino deve cambiare l\u2019uomo. Certo non \u00e8 cosa da nulla, Ma non bisogna demordere. Perch\u00e9 si possa sperare di cambiare l\u2019uomo, bisogna parlare alla sua sensibilit\u00e0. E questo \u00e8 il ruolo della cultura, e soprattutto dell\u2019arte, di tutte le arti, e della poesia in particolare.<br \/>\nLa poesia \u00e8 qualcosa di insostituibile per la formazione dell\u2019individuo, per toccare la sua sensibilit\u00e0.<br \/>\nE l\u2019esperanto che c\u2019entra? L\u2019esperanto \u00e8 solo una lingua, penserete. Sia pure una lingua molto bella e particolarmente facile da imparare.<br \/>\n\u00c8 vero, \u00e8 una lingua, ma per come \u00e8 nata e per come vive, \u00e8 inevitabile che ci sia in essa quella che gli esperantisti chiamano interna ideo. Cio\u00e8 un\u2019idea in qualche modo insita ed \u00e8 quella che vorrebbe l\u2019affratellamento di tutti i popoli, di tutte le nazioni.<br \/>\nTutti gli esperantisti possono vantare amicizie soprannazionali. Quello che si chiama Esperantujo, il Paese dell\u2019Esperanto, non ha confini geografici ma \u00e8 diffuso in tutto il mondo, nei cinque continenti e ha radici nei cuori degli esperantisti.<br \/>\nPoesia ed esperanto in fondo sono cose non molto distanti e non \u00e8 una caso che l\u2019iniziatore dell\u2019esperanto, il russo Ludwik Lejzer Zamenhof, oltre che uno studioso di lingue, anzi direi prima che uno studioso di lingue, fosse un poeta.<\/p>\n<p class=\"testo\"><strong>Amerigo Iannacone<\/strong><\/p>\n<p class=\"testoarticolo italic didascalia\">Stralcio della relazione tenuta a Sant\u2019Angelo di Brolo (Messina) il 18 ottobre, in occasione della premiazione del Concorso \u201cPoesia da tutti i cieli \/ Poezio el \u0109iuj \u0109ieloj\u201d.<\/p>\n<p><\/br><\/p>\n<p><strong>Desiderio<\/strong><\/p>\n<p class=\"testoarticolo\">L\u00e0 nella strada,<br \/>\nal freddo di novembre,<br \/>\nguardo i piedi di anonimo ragazzo<br \/>\nscuro di pelle e li intravedo nudi<br \/>\ndentro sandali stanchi, da strapazzo.<br \/>\n\u00c8 fermo, affascinato, a una vetrina<br \/>\nche propone il conforto del cammino:<br \/>\nscarpe costose, belle, raffinate,<br \/>\ngi\u00e0 pronte per il gelo ormai vicino.<br \/>\nSospira. Poi affonda nelle tasche<br \/>\nle mani, dentro un vuoto desolato,<br \/>\ne se ne va con il des\u00edo d\u2019estate<br \/>\nsognando, forse, scarpe a buon mercato.<\/p>\n<p><strong>Lucia Barbagallo<\/strong><\/p>\n<p><\/br><\/p>\n<p class=\"testoarticolo myalign\"><strong><span class=\"titoloparagrafo\">VERSETTI E VERSACCI<\/span><\/strong><br \/>\n<span class=\"testoarticolo myalign\">di Bastiano<\/span><\/p>\n<p><strong>Avanzamento sociale<\/strong><\/p>\n<p class=\"testoarticolo\">Prima era uno scopino<br \/>\npoi divent\u00f2 spazzino<br \/>\ne quindi netturbino.<br \/>\nOggi, com\u2019\u00e8 logico,<br \/>\npu\u00f2 vantarsi di essere<br \/>\noperatore ecologico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Foglio Volante n\u00b011 Anno XXXI Novembre 2016 Poesia ed esperanto In Italia, \u00e8 cosa risaputa, si legge poco, si legge pochissimo, e negli ultimi anni le cose sono andate addirittura peggiorando. 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