{"id":623,"date":"2014-06-10T15:05:06","date_gmt":"2014-06-10T13:05:06","guid":{"rendered":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=623"},"modified":"2017-05-10T11:24:59","modified_gmt":"2017-05-10T09:24:59","slug":"quattro-autori-per-quattro-medioevi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=623","title":{"rendered":"Quattro autori per quattro medioevi?"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<div class=\"libro\">\n<div class=\"copertina\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-12 bordino\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/cop_Quattro-autori.jpg\" width=\"255\" height=\"350\" \/><\/div>\n<div class=\"dettagli_libro\">\n<ul>\n<table class=\"info\">\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Titolo<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Quattro autori per quattro medioevi?<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Autori<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Buongiovanni, Franchitti, Sarra, Zullo<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Collana<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Colibr\u00ec<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Anno<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">2014<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Pagine<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">120<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Prezzo<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">\u20ac 10,50<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><\/p>\n<p class=\"testoarticolo\"><b>Introduzione<\/b><br \/>\nL\u2019idea di Medioevo nasce con l\u2019Umanesimo italiano, per definire un arco di tempo che si snoda tra la fine del VI e il XV secolo. Da un certo punto di vista possiamo considerare la categoria storiografica di Medioevo pertinente, perch\u00e9 riconosce e custodisce molti elementi di continuit\u00e0 in un lungo periodo; allo stesso tempo per\u00f2 questa etichetta risulta equivoca e ingrata, costringendo il Medioevo alla condizione subalterna di tempo intermedio e di attesa tra l\u2019et\u00e0 antica e l\u2019et\u00e0 moderna. Per altro, rispetto alle due et\u00e0 estreme, il Medioevo risulta un tempo molto pi\u00f9 lungo e complesso. La difficolt\u00e0 per l\u2019Umanesimo a comprendere il Medioevo corrisponde al fatto che in esso la razionalit\u00e0 ha un ruolo di secondo piano, soprattutto nella costruzione del senso della storia e della vita. Questa caratteristica potrebbe per altro costituire un elemento capace di suscitare di per s\u00e9 interesse dal punto di vista del nostro tempo, segnato da cos\u00ec grandi interrogativi sul significato della razionalit\u00e0 nella storia.<br \/>\nLa storiografia letteraria che si dedica ai testi latini scritti da Boezio a Erasmo da Rotterdam mostra una vivacit\u00e0 culturale inattesa. Il Medioevo nasce dopo la guerra di Giustiniano contro gli Ostrogoti di Teoderico, dopo la sua effimera vittoria e dopo il sostanziale prevalere in Italia dei Longobardi sui Bizantini, quando tutto ci\u00f2 che proveniva dalla tradizione classica e dalla romanit\u00e0 fu messo in discussione, in un profondo rinnovamento della cultura. Da questo momento in poi non \u00e8 pi\u00f9 la razionalit\u00e0 a prevalere, e interruzioni che non si ritenevano possibili si verificano nella realt\u00e0. La rottura con la cultura classica non \u00e8, per\u00f2, assoluta e ci\u00f2 \u00e8 rivelato dal fatto che il latino rimane la lingua della cultura e i testi antichi continuano a essere letti e trasmessi, per quanto in un contesto intellettuale e spirituale del tutto nuovo, segnato dall\u2019idea che vi \u00e8 qualcosa di ulteriore alla ragione che regola i fatti storici e la natura, qualcosa che sar\u00e0 rappresentato eminentemente dalle forme della cristianit\u00e0.<br \/>\nNello studio del Medioevo \u00e8 possibile individuare quattro periodi, ognuno dei quali pu\u00f2 essere introdotto con lo studio di un autore ritenuto particolarmente rappresentativo della temperie culturale dell\u2019epoca di appartenenza. La prima fase (secoli VIII-IX) \u00e8 successiva all\u2019apertura di Gregorio Magno nei confronti dei Germani. Egli \u00e8 il primo a dare un\u2019interpretazione di un periodo confuso e a percepire la possibilit\u00e0 di senso di una storia che sembra non averne. La figura maggiormente rappresentativa di questa nuova visione storiografica, sulla scia di Gregorio, \u00e8 il monaco anglosassone Beda il Venerabile, autore dell\u2019Historia ecclesiastica gentis Anglorum, la prima storia degli Angli. Tra i secoli X-XI, con la crisi dell\u2019impero carolingio e l\u2019uso ideologico della tradizione germanica (che nuovamente cerca il mito dell\u2019Impero), avviene un cambiamento. Sul piano letterario, la storiografia lascia spazio alla lirica, nasce una nuova sensibilit\u00e0 letteraria, emergono passioni e sentimenti, l\u2019attenzione \u00e8 rivolta al singolo individuo e la letteratura si focalizza sulla natura dei sentimenti umani. Paradigmatica di questa fase \u00e8 la personalit\u00e0 di Letaldo di Micy, agiografo e autore in particolare del Whitin Piscator. Nei secoli XI-XII la riflessione filosofica di Anselmo di Aosta, vescovo di Canterbury, d\u00e0 una nuova dignit\u00e0 alla ragione dell\u2019uomo, che si rivela uno strumento utile per dimostrare l\u2019esistenza di Dio e la verit\u00e0 della tradizione cristiana. In questo riconoscimento delle possibilit\u00e0 della ragione Dio si mostra vicino all\u2019uomo e compare nella figura dell\u2019amicizia. Da ci\u00f2 deriva quello che \u00e8 stato chiamato il Rinascimento del secolo XII, con una rinnovata fiducia nel linguaggio e nelle possibilit\u00e0 dell\u2019uomo. Eloisa, nelle lettere ad Abelardo, porta alle estreme conseguenze il razionalismo anselmiano, mostrandone la forza e le criticit\u00e0: la persona si sente ora capace di giustificare interamente se stessa e i propri atti. Il linguaggio che aveva trovato in s\u00e9 una traccia divina, trasforma gli atti umani che narra, ponendoli in relazione all\u2019intenzione di chi li compie e questa relazione \u00e8 decisiva nel giudizio. La letteratura si impegner\u00e0 a scrivere storie nelle quali l\u2019unico metro di giudizio \u00e8 il protagonista stesso, le sue caratteristiche, i suoi amori e qui la letteratura europea scopre il romanzo.<br \/> <br \/>\nNei secoli XIII-XIV, con Francesco d\u2019Assisi, nasce una nuova concezione di Dio: non \u00e8 la ragione a dimostrare che Dio esiste, ma il silenzio di Dio, che lascia l\u2019uomo libero di compiere le sue scelte. Il Dio forte della razionalit\u00e0, diventa il Dio debole che ha accettato di annientarsi calandosi nell\u2019umanit\u00e0, non nel segno dell\u2019evidenza ma della insignificanza: Dio mostra la sua onnipotenza calandosi nel nulla, accettando ci\u00f2 che \u00e8 del tutto altro da lui; per avvicinarsi a questo Dio, quindi, bisogna ugualmente rinunciare a tutto, fino a perdere la propria identit\u00e0. In letteratura a questa nuova idea divina corrisponde una progressiva diffusione del volgare. La perfezione della persona corrisponde sempre per il Medioevo alla consapevolezza della propria vicinanza a Dio e dopo Francesco questa vicinanza si esprime compiutamente non nella lingua delle scuole, della tradizione, del potere, non nella lingua che teneva in comunicazione tutto il mondo europeo, ma in una lingua debole, all\u2019inizio della sua storia. La lingua madre diviene la lingua della perfezione: la storia letteraria del Mediolatino qui sostanzialmente si chiude.<br \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Titolo Quattro autori per quattro medioevi? Autori Buongiovanni, Franchitti, Sarra, Zullo Collana Colibr\u00ec Anno 2014 Pagine 120 Prezzo \u20ac 10,50 Introduzione L\u2019idea di Medioevo nasce con l\u2019Umanesimo italiano, per definire un arco di tempo che si snoda tra la fine del VI e il XV secolo. 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