{"id":750,"date":"2015-05-08T16:10:38","date_gmt":"2015-05-08T14:10:38","guid":{"rendered":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=750"},"modified":"2017-08-11T14:38:11","modified_gmt":"2017-08-11T12:38:11","slug":"il-sogno-e-la-realta","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=750","title":{"rendered":"Il sogno e la realt\u00e0"},"content":{"rendered":"<div class=\"libro\">\n<div class=\"copertina\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-12 bordino\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Cop_Il-sogno-e-la-realt\u00e0.jpg\" width=\"255\" height=\"350\" \/><\/div>\n<div class=\"dettagli_libro\">\n<ul>\n<table class=\"info\">\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Titolo<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Il sogno e la realt\u00e0<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Autore<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Adriana Panza<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Collana<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Perseidi<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Pagine<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">128<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Anno<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">2015<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Prezzo<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">\u20ac 12,00<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Isbn<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">978-88-97930-41-9<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<p class=\"testoarticolo\">Se non avessi letto il nome italiano dell\u2019autrice Adriana Panza, avrei pensato che questa lunga coinvolgente narrazione era ancora la sconfinata nostalgia del gran-de perduto amore di Karen Blixen Finecke (1885-1962), la scrittrice danese che visse in Africa, precisamente nel territo-rio keniota, dal 1914 al 1931. Lei incontr\u00f2, sul suolo africa-no, un uomo della sua stessa razza, singolare, che amava re-citare poesie anche seduto su una comune cassa da imbal-laggio, anche in momenti impensati, col suo senso innato per la libert\u00e0: \u00abDevi mutare il tuo canto luttuoso \/ in un ritmo gaio; \/ non verr\u00f2 mai per piet\u00e0, \/ ma per piacere.\u00bb (Dal libro La mia Africa di Karen Blixen Finecke, Universale Economica Feltrinelli, Milano, Anno 2001, Euro 7,23, pag. 266). E quindi nomade \u2013 il titolo dell\u2019opera artistica in papier coll\u00e9 dell\u2019autrice nella copertina del precedente libro, Tra storia e vita di Adriana Panza \u00e8 appunto Il Nomade,\u2013 avventuriero inglese spericolato col suo aeroplano leggero, Denys Finch-Hatton e si innamorarono perdutamente, poi un giorno ar-riv\u00f2 la notizia del suo incidente aereo e tutto fin\u00ed, anche la sua permanenza in Africa. Il suo libro che la rese celebre, riassunto della sua esperienza africana, usc\u00ed nel 1937 col ti-tolo La mia Africa (Out of Africa), e nel 1985 il regista ame-ricano Sydney Pollack ne fece un\u2019indimenticabile e strug-gente pellicola cinematografica, con la straordinaria scelta dei due primi protagonisti, quali Meryl Streep e Robert Red-ford, tanto da meritarsi l\u2019anno dopo ben sette premi Oscar: miglior film, regia, sceneggiatura, suono, scenografia, foto-grafia e colonna sonora composta da John Barry, le cui note riconducono inequivocabilmente verso qualcosa che si rim-piange, di annullato per sempre. Un intreccio, dunque, tra letteratura, cinema, esistenza realmente vissuta tra le gioie e il dramma che conchiude tutto, e l\u2019ideale sogno di poter vivere su questa Terra un amore vero per lunghissimo tem-po. \u00abI bianchi cercano in tutti i modi di proteggersi dall\u2019i-gnoto e dagli assalti del fato; l\u2019indigeno, invece, considera il destino un amico, perch\u00e9 \u00e8 nelle sue mani da sempre; per lui, in un certo senso, \u00e8 la sua casa, l\u2019oscurit\u00e0 familiare della capanna, il solco profondo delle sue radici.\u00bb (Dalla quarta di copertina del libro La mia Africa). Invece qui, lui si chiama-va Alfredo e a lui \u00e8 stato completamente destinato questo ro-manzo dove nulla \u00e8 stato consegnato nelle fauci dell\u2019oblio: ogni attimo, ogni data, ogni posto visitato o in cui si \u00e8 sog-giornati per un certo periodo, in Africa, in Italia; gli incontri, gli spettacoli, la storia sociale parallela alla loro storia d\u2019a-more, tra Alfredo e colei che adesso lo immortala, i perso-naggi teatrali, le forme teatrali \u2013 il teatro dell\u2019Assurdo, il teatro di Luigi Pirandello \u2013, della musica di allora \u2013 Lucio Battisti, Mina agli esordi e cos\u00ed Adriano Celentano \u2013, della letteratura come Lev Tolstoj, Fjodor Dostojevski, Gabriele D\u2019Annunzio; i cenni storici e l\u2019origine leggendaria dei nomi dei paesi come Pescasseroli, in Italia, \u00abdall\u2019unione dei due nomi: Pesca e Serolo.\u00bb (Pag. 100). Ovvero un altro grande amore finito in tragedia, quello di Pesca, una bellissima sara-cena e il crociato Serolo. Una cronistoria che appare come un ricamo certosino dalle innumerevoli sfumature, nella quale e in parallelo si smatassa l\u2019unione delle due esistenze incontratesi laggi\u00fa a Baidoa, posta a quasi trecento chilome-tri da Mogadiscio, la capitale della Somalia e il punto d\u2019inizio di questa meravigliosa storia d\u2019amore. Con Mogadiscio inizia e con essa termina la narrazione, certamente a simboleggiare il tragitto di una grande circonferenza che racchiude le pro-prie e le altrui conoscenze. Alfredo era ed ha lavorato da Pe-rito Agrario, e conosceva ogni pianta col loro specifico nome in latino e sapeva anche l\u2019origine mitologico del nome dei \u00abfiori del Crocus sativus limneo, meglio conosciuti con il no-me di zafferano (dall\u2019arabo: Zaafran), una delle pi\u00fa antiche spezie dalle mille qualit\u00e0, usata per dare quell\u2019inconfondibile sapore e colore a tante pietanze prelibate.\u00bb (Pag. 65). Lo zafferano, mitologicamente parlando, nacque quando il gio-vane Krokos fu scoperto dal dio Ermes che amava la ninfa Smilace, la sua preferita, e allora per vendetta venne trasfor-mato nel colorito fiore del Croco. <br \/>\nDiverse sono state le destinazioni d\u2019impiego per Alfredo e conseguentemente per la sua famiglia. Il ritorno in Italia, prima dai suoi a Macerata, poi la permanenza a L\u2019Aquila, a Cassino, e infine la tragedia di \u201cQuel giorno\u201d: \u00abEra una domenica come tante altre, ma con un tempo uggioso e pieno di nebbia ed io ero impegnata al massimo nelle mille faccende di casa.\u00bb (Pag. 111). Una fioritura d\u2019immagini che non si affollano con simultaneit\u00e0, non si disturbano fra loro, non si scontornano, ma defluiscono semplicemente alla maniera di come diceva il filosofo antico greco Er\u00e0clito di \u00c8feso (ca520-ca460 a. C.) che tutto scorre, niente rimane inalterato anche da un attimo all\u2019altro, anche l\u2019acqua del fiume non \u00e8 mai la stessa. L\u2019autrice Adriana Panza era consapevole che il marito scriveva poesie, aveva scritto anche un testo teatrale, avrebbe voluto fare l\u2019attore e per un attimo della sua breve vita si trov\u00f2 ad interpretare il ruolo del protagonista de L\u2019uomo dal fiore in bocca, uno dei capo-lavori di Pirandello, che poi venne magistralmente interpre-tato nel 1970, per la RAI, dal grande mattatore Vittorio Gass-man (1922-2000); ma invece ha svolto, sempre coscienzio-samente, quel lavoro che i genitori gli avevano consigliato da giovane, lo stesso di suo fratello maggiore Ugo, anche lui perito agrario.<br \/>\nPresumibilmente \u00e8 stato questo il motivo trai-nante che ha dato impulso al fluido narrativo dell\u2019autrice, la quale di fronte alla mancata realizzazione artistica del mari-to si \u00e8 sentita in dovere di commemorare non solo lui, ma la sua eclettica vocazione letteraria: egli ha lasciato pubblicata una sua raccolta poetica dal titolo Frammenti e una comme-dia teatrale in tre atti, dal titolo Esistenza sbiadita. Un tributo dunque per colmare un vuoto iniziato da quel lontano 1972 con un richiamo inesistente, e quindi un presentimento ve-nuto all\u2019improvviso quando stava da sola. Anche Karen Bli-xen scrisse di un oscuro presentimento nell\u2019attesa del (non-avvenuto) ritorno di Denys, morto nell\u2019incidente col suo aereo, nel suo libro di memorie: \u00abOgni volta che sono stata male o ho avuto delle preoccupazioni in Africa, ho sofferto di una strana idea che non potevo scacciare. Avevo la sensa-zione, in questi casi, che tutto intorno a me fosse in pericolo o in pena e che, nel dramma, io mi trovassi chiss\u00e0 come dalla parte sbagliata e venissi quindi guardata con diffidenza e paura da tutti.\u00bb (Da La mia Africa, pag. 270). Alfredo e il figlioletto di appena otto anni, sono adesso in quel cerchio che la moglie-madre ha disegnato, grazie alla sua compiuta opera narrativa, per loro, per proteggere il loro ricordo dalla corruttibilit\u00e0, e questo cerchio \u00e8 il tragitto di una vita che ha richiamato a s\u00e9 nitidamente le altre vite purtroppo spezzate prematuramente, ma che galleggiano nell\u2019amniotica attesa di un meraviglioso risveglio.\n<\/p>\n<p class=\"testoarticolo\"><b>Isabella Michela Affinito<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Titolo Il sogno e la realt\u00e0 Autore Adriana Panza Collana Perseidi Pagine 128 Anno 2015 Prezzo \u20ac 12,00 Isbn 978-88-97930-41-9 Se non avessi letto il nome italiano dell\u2019autrice Adriana Panza, avrei pensato che questa lunga coinvolgente narrazione era ancora la sconfinata nostalgia del gran-de perduto amore di Karen Blixen Finecke (1885-1962), la scrittrice danese che <a href=\"http:\/\/edizionieva.com\/?p=750\" class=\"more-link\">...continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\"> \"Il sogno e la realt\u00e0\"<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":{"0":"post-750","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-libri","7":"h-entry","8":"hentry","9":"h-as-article"},"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/750"}],"collection":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=750"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/750\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1395,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/750\/revisions\/1395"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=750"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=750"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=750"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}