{"id":760,"date":"2016-05-24T16:44:16","date_gmt":"2016-05-24T14:44:16","guid":{"rendered":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=760"},"modified":"2016-11-25T16:52:41","modified_gmt":"2016-11-25T15:52:41","slug":"tra-i-vicoli-della-mia-infanzia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=760","title":{"rendered":"Tra i vicoli della mia infanzia"},"content":{"rendered":"<div class=\"libro\">\n<div class=\"copertina\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-12 bordino\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Cop_Tra-i-vicoli-della-mia-infanzia.jpg\" width=\"255\" height=\"350\" \/><\/div>\n<div class=\"dettagli_libro\">\n<ul>\n<table class=\"info\">\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Titolo<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Tra i vicoli della mia infanzia<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Autori<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Gelsomino Marconicchio, Annamaria Marconicchio<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Collana<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Perseidi<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Pagine<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">136<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Anno<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">2016<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Prezzo<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">\u20ac 14,00<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><\/br><\/p>\n<p class=\"testoarticolo\"><b>Prologo<\/b><\/p>\n<p class=\"testoarticolo\">Stasera, ho trovato alcune vecchie foto in bianco e nero un po\u2019 sbiadite. Le sfogliavo e mi ha preso un po\u2019 di malinconia. Immagini dei miei genitori, sorelle, nonni e con loro c\u2019ero io, un bimbetto di appena tre anni. Sullo sfondo di ognuna, i paesaggi di Frosolone, mio paese natio, tutti dello stesso anonimo color seppia. Dov\u2019erano finiti gli splendidi colori sempre vivi nei miei ricordi? Ma a quei tempi non c\u2019erano le fotografie a colori.<br \/>\n\u00abAccidenti!\u00bb mi sono detto \u00abMa quanto tempo \u00e8 passato?\u00bb<br \/>\nHo iniziato a pensare a tutto quanto, negli anni, \u00e8 accaduto intorno a me e a come me lo sono lasciato quasi scivolare addosso. Sembrava che ogni cosa fosse dovuta o senza particolare rilevanza. Ho visto il cinema passare dal bianco e nero al colore, poi le prime riprese in CinemaScope. C\u2019ero, quando la carta igienica smise di diventare un lusso per pochi. Ho iniziato ad utilizzare olio imbottigliato e pomodori in scatola, senza neppure rendermi conto della novit\u00e0. Ho permesso alla tecnologia di entrare in casa mia, con la televisione, la lavatrice e il telefono. Ho assistito all\u2019uomo che andava sulla luna e alla caduta del muro di Berlino. Ho vissuto i drammatici anni settanta. Oggi ho il mio smartphone e il mio computer e non posso fare a meno di Internet. <br \/>\nHo lasciato le fotografie sul tavolo; mi sono alzato, cercando inconsciamente uno specchio.<br \/>\n\u00abMa quanti anni ho?\u00bb mi sono chiesto, guardando la mia immagine riflessa \u00abChe sia invecchiato senza accorgermene e senza mai diventare adulto?\u00bb<br \/>\nNon so perch\u00e9, in quel momento mi ha sopraffatto il pensiero del piccolo Alessandro, mio adorato nipotino, e della mia scelta di non avere figli. Eppure i bambini mi piacciono un mondo, e adoro giocare con loro e coprirli di coccole; ma a me \u00e8 mancato il coraggio di caricarmi della responsabilit\u00e0 di avere un figlio mio. Mi sono chiesto cosa avesse condizionato la mia decisione. Forse il ricordo della mia infanzia che ha formato il mio carattere, portandomi a prendere decisioni in maniera autonoma, mentre magari andrebbero condivise con mia moglie, o solo la paura di non riuscire a dare a mio figlio tutte quelle cose che a me sono mancate.<br \/>\nMi sono avvicinato alla finestra e ho guardato fuori. \u00c8 tardi e i negozi stanno chiudendo, la strada brulica di luci e di ombre, la gente si affretta per tornare a casa. Mi viene naturale pensare a quanto io sia stato fortunato ad essere nato in un bel paese di montagna. Come dal nulla, esplodono i ricordi.<br \/>\nIl mio paese\u2026 Frosolone sorge ai piedi del monte Gonfalone, su un\u2019altura che domina interamente il basso Molise. La posizione elevata, circa 900 metri sul livello del mare, regala estati ed inverni fantastici. In estate non si viene oppressi dal caldo. Il cielo \u00e8 di un azzurro profondo, che si fonde naturalmente con i colori della vicina montagna. Di sera si accende del luccichio di milioni di stelle, offrendo uno spettacolo mozzafiato. In inverno, \u00e8 la neve a farla da padrona, offrendo panorami incantevoli.<br \/>\nRicordo le rondini che a primavera tornavano numerose, rallegrando, con i loro voli, le vie del paese, mentre in montagna, i prati si coprivano di un vivace, unico, grande manto fiorito. <br \/>\nAgli inizi degli anni cinquanta, l\u2019intera popolazione contava appena 5500 abitanti. In paese, ci si conosceva tutti; il divario economico tra le famiglie era contenuto, se si escludevano pochi benestanti. Gli abitanti erano gente mite e laboriosa e la semplicit\u00e0 della vita non offriva terreno fertile alla delinquenza che risultava inesistente. Vivevamo alla giornata! La cultura del buon vicinato era molto sentita e, dal momento che di danaro ne circolava ben poco, regnava in paese un forte senso di fratellanza, basato su condivisione e solidariet\u00e0. Vi era ancora qualche famiglia con retaggi nobiliari ai cui appartenenti era riconosciuto il titolo di don per gli uomini e di donna per le signore, appellativi che precedevano i nomi di battesimo. Era invece una piccola minoranza quella che ancora usava dare dei voi ai proprio genitori in senso di rispetto. In famiglia si usavano alcuni termini dialettali che erano particolarmente simpatici, come tate che significava padre, mentre nonno si diceva tatille e nonna tat\u00e8lla<br \/>\nLa sera, appena dopo cena, i vicoli si animavano di allegria conviviale. Le donne che lavoravano all\u2019uncinetto o sferruzzavano sull\u2019uscio di casa, aiutandosi talvolta tra loro a srotolare le matasse di lana, quasi tutte indossavano delle caratteristiche mantelline di lana lavorate ai ferri per proteggersi dalle correnti d\u2019aria che non mancavano mai in quei vicoli nelle ore serali. Gli anziani, seduti sui gradini delle loro abitazioni, sembrava aspettassero il tempo, mentre osservavano quanto accadeva intorno e raccontavano storie di tempi andati, della loro giovinezza. I ragazzini non erano mai stanchi di correre in giro, animando le serate con grida festose.<br \/>\nC\u2019erano cos\u00ed tanti quartieri e borgate che, ad elencarne tutti i nomi, sembrava di essere in una grande metropoli. Alcuni prendevano il nome dalla famiglia che vi abitava, altri avevano riferimenti storici. C\u2019era ad esempio un quartiere chiamato \u201cL\u2019Ospedale\u201d, con riferimento ad un vecchio lazzaretto, presente in quella zona tanti anni prima, mentre nessun ospedale, cos\u00ed come lo intendiamo noi oggi, aveva mai occupato quel luogo.<br \/>\nIl paese si divideva in base alle tre parrocchie di riferimento di ciascun quartiere: Sant\u2019Angelo, probabilmente la pi\u00fa antica, San Pietro e Santa Maria. <br \/>\nUna caratteristica particolare del paese erano i soprannomi. Quasi ogni famiglia aveva il suo e alcuni erano alquanto bizzarri. La mia famiglia non ne aveva, forse perch\u00e9 la famiglia di mio padre era di origine termolese. I miei nonni paterni erano conosciuti semplicemente come Mast\u2019 Peppine e Mariuccia La Furnara. La famiglia di mia madre, i Piscitelli, erano piuttosto numerosi e quasi tutti imparentati fra loro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Titolo Tra i vicoli della mia infanzia Autori Gelsomino Marconicchio, Annamaria Marconicchio Collana Perseidi Pagine 136 Anno 2016 Prezzo \u20ac 14,00 Prologo Stasera, ho trovato alcune vecchie foto in bianco e nero un po\u2019 sbiadite. Le sfogliavo e mi ha preso un po\u2019 di malinconia. Immagini dei miei genitori, sorelle, nonni e con loro c\u2019ero <a href=\"http:\/\/edizionieva.com\/?p=760\" class=\"more-link\">...continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\"> \"Tra i vicoli della mia infanzia\"<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":{"0":"post-760","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-libri","7":"h-entry","8":"hentry","9":"h-as-article"},"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/760"}],"collection":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=760"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/760\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":764,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/760\/revisions\/764"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=760"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=760"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=760"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}