{"id":793,"date":"2006-02-12T15:38:52","date_gmt":"2006-02-12T14:38:52","guid":{"rendered":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=793"},"modified":"2016-11-30T15:54:06","modified_gmt":"2016-11-30T14:54:06","slug":"laudano","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=793","title":{"rendered":"Laudano"},"content":{"rendered":"<div class=\"libro\">\n<div class=\"copertina\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-12 bordino\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Laudano-medio.jpg\" width=\"255\" height=\"350\" \/><\/div>\n<div class=\"dettagli_libro\">\n<ul>\n<table class=\"info\">\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Titolo<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Laudano<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Autore<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Carmine Brancaccio<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Collana<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">All\u2019insegna di pagine lepine<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Pagine<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">54<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Anno<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">2006<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Prezzo<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">\u20ac 8,00<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<p class=\"testoarticolo\"><b>Essenza di stagione<\/b><\/p>\n<p class=\"testoarticolo italic\">Perch\u00e9 o memoria<br \/>\nti tocchi il ventre<br \/>\ne mordi il sapore<br \/>\ndella mia lingua<br \/>\nper narrarti?<\/p>\n<p class=\"testoarticolo\">Prestar fede alle parole di un giovane poeta? invischiarsi nella tela dei suoi giochi mentali e verbali (uno che dice: \u201cnon sar\u00e0 mai chiara la consapevolezza dell\u2019iter poetico di un singolo uomo che scrive per rivoluzionare la fisionomia di un\u2019arte troppo antica\u2026\u201d)? Brancaccio \u00e8 ancora cos\u00ed entusiasta nella ricerca di ritmi e misure, cos\u00ed attento ad ascoltare la sua voce nel farsi immagine sonora e figura ammaliatrice, da meritare ancora credito e fiducia. \u00c8 cos\u00ed giovane che pu\u00f2 permettersi la faccia tosta di fare il grande e inventarsi gi\u00e0 una nuova identit\u00e0 poetica, un eteronimo dal suo stesso nome ma rinnovato nel dirsi e nel darsi come autore. Gliela consente la forza della giovinezza matura, della consapevolezza di avere corde adeguate e sicura mira per puntare con decisone al bersaglio pi\u00fa lontano: il libro.<br \/>\nUn libro di poesia nasce in diversi modi, e Carmine Brancaccio non \u00e8 pi\u00fa un neofita, avendo pubblicato il suo primo lavoro appena diciassettenne. Pochi o molti che siano (anagraficamente e culturalmente) questi anni che lo separano dalla sua prima prova, gli hanno comunque dato la volont\u00e0 e la convinzione di poter crescere e misurarsi ancora con se stesso, con la parola, con noi. <br \/>\nLa sfida pi\u00fa alta che affronta il poeta giovane \u00e8 quella con il pubblico, al quale normalmente si cerca di piacere\u2026 ma pure gli si vorrebbe, magari velatamente, offrire le qualit\u00e0 migliori del s\u00e9 autore, la faccia pi\u00fa presentabile e cio\u00e8 quella pi\u00fa gradevole. Cos\u00ed a volte si scrivono e in fretta si pubblicano poesie che a volte nemmeno lo sono, finendo per rimanere nell\u2019intima sfera della confessione enfatica, lirica, ma non sempre letteraria. Chi ha una sola faccia, ha meno problemi, o non ne ha: si offre com\u2019\u00e8; pu\u00f2 magari offrire anche un antidoto per il sottile veleno che somministra - in tutta onest\u00e0 (e generosit\u00e0) intellettuale.<br \/>\nIl laudano \u00e8 un analgesico galenico, ma forse ha pi\u00fa valore, nel contesto o paratesto del libro cui d\u00e0 il titolo, nella sua connotazione oppiacea e quindi abbastanza stupefacente. E se \u00e8 cos\u00ed che va letto, allora anche la materia del libro assume un valore nel farsi prossima allo stordimento, anche le tracce sulle quali si finisce, cautamente, faticosamente, a muoversi diventano passi verso un paradiso diverso, come sospeso fra questa terra che nel libro \u00e8 l\u2019isola di Archimede e del suo Re e un cielo irraggiungibile, iperuranio o nirvana che sia, onirico traguardo.<br \/>\nSbarcare su quest\u2019isola, ubriacarsi di laudano, \u00e8 una vacanza insolita da accettare slanciandosi ben disposti nell\u2019animo. Qui non si possono segnare facilmente mappe e percorsi, invano si cercherebbero indicazioni e suggerimenti per orientarsi nell\u2019isola del poeta, quasi un\u2019isola del tesoro per chi invece sia disposto a scoprire \u2013 con difficolt\u00e0, con fatica, con cautela \u2013 i segnali che pure ci sono, sparsi e diffusi a profusione per essere individuati, raccolti, decrittati, ma da un occhio allenato o per lo meno disposto a cogliere, leggere, interpretare\u2026<br \/>\nI prologhi in prosa che aprono le quattro sezioni del libro, il titolo che indica ogni sezione, l\u2019aforisma che \u00e8 il primo testo, quasi un\u2019epigrafe per l\u2019intero libro\u2026 sono chiavi mature per entrare non solo in questo lavoro ma nel lavoro del poeta Brancaccio: egli \u00e8 sapiente organizzatore della propria materia, soltanto apparentemente magmatica e frammentaria, sinfonica e sincopatici. Vi si coglie invece un ordine mentale che sostiene una personale visione del mondo e dell\u2019uomo, suo principe inquilino.<br \/>\nQui vive il grande gioco dell\u2019essere e dell\u2019apparire, del nascondere e mostrare. Qui si va oltre lo specchio e dentro il sogno, ma conservando acuta la percezione del concreto quotidiano: si vuole cos\u00ed scuotere l\u2019albero dei frutti proibiti pur sapendo che se cadono fanno male, si vuole esplorare il bordo del credibile, ma, se \u201cs\u2019agita sgangherata la bussola\u201d\u2026 chi ci orienter\u00e0 nell\u2019inconcluso labirinto che \u00e8 \u201cl\u2019elegante follia del mondo\u201d?<br \/>\nChi non vuole giocare, chi non accetta un gioco dai contorni sfuggenti (in cui sono pi\u00fa le eccezioni che le regola), non ha che da non giocare \u2013 non sa che perde, ma risparmia l\u2019arduo compito di correre su e gi\u00fa per aspre vie, di smarrire anche la strada, depistato da subdole malie\u2026 Chi se la sente, invece, conquister\u00e0 pu\u00f2 darsi pochi spiccioli di luce in un cammino eccitante attraverso l\u2019oscuro, ma potr\u00e0 dirsi soddisfatto di averci provato. L\u2019autore del puzzle ha frammentato ad arte le diverse scene di una recita a soggetto: bisogna, per stabilire anche quale parte si vuole o si pu\u00f2 interpretare, ricomporre attentamente ciascun elemento del gioco.<br \/>\n\u201cChe ne sa il mondo di questo mondo\u201d: \u00e8 una delle tante (non)domande che l\u2019autore pone senza forse neanche attendersi risposta. Sono rari infatti i punti interrogativi; per lo pi\u00fa, retorici. \u201cIl letargo sorride all\u2019oceano\u201d - estrapolare serve solo a dare la misura dell\u2019impegno, rispettabile come ogni fatica compiuta a fin di bene. Il Laudano di Brancaccio \u00e8 un lenimento alla nostra inerzia, una paradossale spinta a muoverci\/partire. La chiave di tutto \u00e8 forse nel testo \u201cXXIX\u201d, con l\u2019augurio\/rivelazione quasi una sfida alla semenza umana: \u201cIndovinerete quanto c\u2019\u00e8 da indovinare\u2026 Il cabalistico giuoco del surrealismo \u00e8 sangue ignudo\u201d. E se \u201cil d\u00ed ci riempie di metallo\u201d, se manteniamo con l\u2019esistere un rapporto di accidiosa dipendenza, allora \u201cl\u2019alcova \u00e8 il suo telefono\u201d\u2026 ma \u00e8 solo una maniera di seguire le trame del testo. Tutto finisce per svolgersi in una sorta di sabba ipnotico, mentre \u201cla solitudine pigola a ritmo di rumba che non sa di suonare lo schianto del cielo\u201d. <br \/>\nTra le figure strutturali, antitesi e ricorrenze caratterizzano il procedere creativo (tra il surreale e l\u2019elettrico\u2026 con la sensazione strisciante di avventurarsi in una dimensione poco familiare). Termini ossimorici si affrontano (angelo e inferno, angelo e male) e si confrontano in una sorta di comunione verbale, mentre appaiono diversi apax che a volte stupiscono, a volte intrigano (come i ricercatissimi \u201calipte\u201d, \u201calismo\u201d), come \u201cceltico\u201d, come il verbo \u201cfregare\u201d\u2026 i registri espressivi mutano frequentemente sorprendentemente: il giovane apprendista pare gi\u00e0 diventare maestro o si atteggia a tale, ma consumato gi\u00e0 nell\u2019uso. Ci sono i \u201cpeletti\u201d fra \u201cle natiche (paffute)\u201d e c\u2019\u00e8 una \u201csputacchiera\u201d, c\u2019\u00e8 \u201clo sperma di d\u00e8i\u201d e un\u2019erba \u201cprofumata di piscio\u201d\u2026 c\u2019\u00e8 pure un \u201cgamete\u201d e c\u2019\u00e8 \u201calbagia\u201d che fa rima con \u201calchimia\u201d.  Il laudano del titolo \u00e8 presente due volte (e c\u2019\u00e8 anche l\u2019oppio, e c\u2019\u00e8 il \u201cfumo\u201d). Altre volte, l\u2019azzardo lessicale sfiora l\u2019arbitrio o l\u2019abuso semantico, eppure \u2013 pur nello stupirsi all\u2019impatto \u2013 mano a mano che si avanza nella boscaglia di un vocabolario esibito e sfacciato, lo si comincia per certi versi a comprenderne le connotazioni.<br \/>\nAlla fine (ammesso quindi che ci sia, una fine, o che abbia un fine\u2026), l\u2019autore di un simile libro pu\u00f2 solo dire se il lettore \u2013 uno scaltro lettore che gli confessi quale percorso abbia scoperto e\/o seguito \u2013 ha saputo e in che misura dipanare un ordito scrupolosamente elaborato che finge (e l\u2019accostamento leopardiano\/calviniano, che forse spiace al rivoluzionario autore, pare inevitabile) un altro mondo, un infinito possibile di cui l\u2019autore stesso offre definizione: \u201cil grande parallelo del reale\u201d.<\/p>\n<p class=\"testoarticolo\"><b>Giuseppe Napolitano<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Titolo Laudano Autore Carmine Brancaccio Collana All\u2019insegna di pagine lepine Pagine 54 Anno 2006 Prezzo \u20ac 8,00 Essenza di stagione Perch\u00e9 o memoria ti tocchi il ventre e mordi il sapore della mia lingua per narrarti? Prestar fede alle parole di un giovane poeta? invischiarsi nella tela dei suoi giochi mentali e verbali (uno che <a href=\"http:\/\/edizionieva.com\/?p=793\" class=\"more-link\">...continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\"> \"Laudano\"<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":{"0":"post-793","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-libri","7":"h-entry","8":"hentry","9":"h-as-article"},"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/793"}],"collection":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=793"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/793\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":794,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/793\/revisions\/794"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=793"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=793"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=793"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}