{"id":935,"date":"2014-11-01T16:43:18","date_gmt":"2014-11-01T15:43:18","guid":{"rendered":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=935"},"modified":"2017-01-23T17:00:16","modified_gmt":"2017-01-23T16:00:16","slug":"centopagine","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/edizionieva.com\/?p=935","title":{"rendered":"Centopagine"},"content":{"rendered":"<div class=\"libro\">\n<div class=\"copertina\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-12 bordino\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/copertina_centopagine.jpg\" width=\"255\" height=\"350\" \/><\/div>\n<div class=\"dettagli_libro\">\n<ul>\n<table class=\"info\">\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Autore<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Nicola Napolitano<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Titolo<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">Centopagine<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Collana<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">La stanza del poeta<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Pagine<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">136<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Anno<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">2014<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"info\">\n<li><b>Prezzo<\/b><\/td>\n<td class=\"info\">\u20ac 8,00<\/li>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><\/br><\/p>\n<p class=\"testoarticolo\">SE AVESSI un figlio, mi piacerebbe che un nonno gli raccontasse una storia come quella che in queste pagine rivive e fa rivivere il mondo che una volta... perch\u00e9 c\u2019era, una volta, un mondo cos\u00ec, un mondo anche duro ma buono, difficile e generoso, un mondo fatto di uomini e di cose, di cose semplici, e di animali domestici. Le mucche non impazzivano, allora...<br \/>\nNon ho conosciuto il nonno di cui porto il nome e del quale in questa narrazione emerge a tratti la figura che pur conoscevo, come in gran parte sapevo degli episodi e dei personaggi dei quali si racconta... eppure, leggendo d\u2019un fiato le vicende a volte buffe, a volte pensose, non di rado venate di malinconia ma quasi sempre accarezzate con l\u2019affettuosa dolcezza che la distanza nel tempo consente anche a chi le ricorda con una punta di dolore, leggendo tutte insieme queste pagine, ho scoperto quanta fatica c\u2019\u00e8 dietro la mia nascita!<br \/>\nNicola Napolitano continua a scrivere nella sua nota biobibliografica che \u00e8 \u201cnato da una famiglia di agricoltori. Ha lavorato la terra fino a 22 anni\u201d, quella terra alla quale \u00e8 tornato, con l\u2019entusiasmo dei vent\u2019anni, appena ha smesso di <span class=\"italic\">lavorare nella scuola<\/span>, e finch\u00e9 le forze glielo hanno consentito. E poi si \u00e8 dedicato alla ricostruzione letteraria del suo passato, prima attraverso l\u2019amorosa raccolta dei proverbi paesani, infine con queste <span class=\"italic\">memorie del tempo che fu<\/span> \u2013 per farne un \u201cpresente\u201d ancora degno di essere ascoltato, come se fosse una storia di quelle che sua nonna gli raccontava da bambino, frutto di fantasia e di esperienza, come quelle che sua madre, mia nonna, raccontava a me...<br \/>\nEcco perch\u00e9 vorrei che a mio figlio fosse raccontata la storia che si srotola in queste pagine. Non riesco a concepire come si possa, pur nel mondo tecno-informatico che ci avvolge e ci protegge, ci seduce e ci sconvolge, dimenticare o fingere di dimenticare che veniamo da un\u2019altra civilt\u00e0, genuina e sofferta, costruita sulla fatica di uomini e donne che ha segnato secoli di lenta evoluzione, e senza di quella, \u00e8 addirittura ovvio ricordarlo, non ci sarebbe <span class=\"italic\">questa<\/span> nostra <span class=\"italic\">civilt\u00e0<\/span>. Il corsivo allude peraltro all\u2019insistente dubbio che mi turba: siamo ancora, consapevolmente, <span class=\"italic\">cives<\/span> di qualcosa? Ci sentiamo in qualche misura, in quale misura, appartenenti ad una societ\u00e0? Un tempo, anche i contadini, ignoranti per lo pi\u00f9, superstiziosi, avevano tuttavia una identit\u00e0 di appartenenza... sapevano di essere tali, masticavano amaro, certo, si nutrivano spesso di pane e lavoro e a volte di solo lavoro o nemmeno di quello, della speranza di averlo presto, ma sapevano di essere quel che erano e rispettavano i propri simili e coloro che, di-versi, li rispettavano.<br \/>\nHo voluto riproporre queste pagine (la parte iniziale della premessa <span class=\"italic\">a Casale. Memorie del tempo che fu<\/span>) perch\u00e9 adesso \u201cun figlio\u201d c\u2019\u00e8, ed \u00e8 una figlia che legge moltissimo e sa di aver avuto un nonno scrittore... L\u2019augurio di allora, quindi, pu\u00f2 dirsi esaudito? Veglier\u00f2 su mia figlia che abbia sempre sul suo tavolo i libri giusti, che faccia le letture adatte alla sua et\u00e0, alla sua personalit\u00e0, ai suoi interessi, e non dimentichi che \u2013 se \u00e8 nata com\u2019\u00e8, con la voglia di leggere (e scrivere) che ha \u2013 \u00e8 anche per merito di un nonno come suo nonno Nicola, del quale porta anche il nome.<br \/>\nComunque, ho voluto ancora proporre, di mio padre, una scelta di pagine esemplari, in cerca ancora di lettori disposti con lui a viaggiare nei sentimenti, a farsi catturare dalla bellezza della vita, dalla bont\u00e0 dell\u2019uomo. Se avr\u00f2 fortuna, l\u2019avr\u00e0 avuta anche lui, in questo 2014 che ha segnato i cento anni dalla sua nascita. Perci\u00f2 sono \u201ccentopagine\u201d, perci\u00f2 spero di avergli dato un\u2019altra occasione di essere vivo con i lettori che vorranno avvicinarsi a lui con l\u2019animo buono che egli aveva quando si avvicinava ai lettori \u2013 prima di scoprire, purtroppo, a volte, di non aver saputo cogliere la loro attenzione, la loro disponibilit\u00e0, la loro sensibilit\u00e0. \u00c8 sempre il cruccio dei buoni: accorgersi che la propria bont\u00e0 non \u00e8 compresa \u2013 fraintesa o disprezzata, inutile. Allora pu\u00f2 anche darsi che il buono diventi cattivo, scopra in s\u00e9 la durezza che gli consentirebbe di sopraffare il prossimo in una lotta per sopravvivere, alla quale comunque non si sente portato \u2013 e la cattiveria, appena emersa, torna nel fondo dell\u2019animo, che per\u00f2 ancor pi\u00f9 se ne cruccia, e si chiude a riccio, pauroso di nuovi incontri...<br \/>\n<span class=\"italic\">Questo volumetto esce come primo numero di una nuova serie della vecchia collana \u201cla stanza del poeta\u201d, nella quale ho pubblicato 111 piccoli libri: la presenza di mio padre \u00e8 un augurio per me, a continuare a crederci, come lo \u00e8 la collaborazione rinnovata con l\u2019amico fraterno Amerigo Iannacone, editore e poeta. Nella sua collana \u201ci colibr\u00ec\u201d era uscito qualche mese fa Scuola di poesia, testimonianza a pi\u00f9 voci sulla natura poetica di Nicola Napolitano: queste Centopagine vogliono essere di quel libro un complemento, per unire alle voci amiche la voce dell\u2019amico, scomparso ma sempre vivo se in quelle appunto la sua pu\u00f2 trovare un\u2019eco.<br \/><\/br><br \/>\nUn grazie particolare a Maria Rita Manzo, Assessore alla Cultura, per aver sollecitato e patrocinato la commemorazione che si \u00e8 tenuta il 7 novembre al Comune di Formia, nella Sala Sicurezza (Antonio Sicurezza fu grande amico, oltre che conterraneo, di mio padre). Nell\u2019occasione, abbiamo anche inaugurato nella Biblioteca Comunale di Formia un \u201cfondo poesia\u201d intitolato a Nicola Napolitano \u2013 la stanza del poeta, che raccoglie oltre cinquecento volumi di poesia di autori del Novecento<br \/><\/br><br \/>\nUn grazie affettuoso a Maria Di Maria (mio padre fu il suo primo Preside), mamma del mio indimenticato alunno Alfredo Lanzafame, prematuramente scomparso: ricordando suo figlio, Maria ha voluto ricordare insieme, e insieme a me, Nicola Napolitano.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoarticolo\"><b>Giuseppe Napolitano<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Autore Nicola Napolitano Titolo Centopagine Collana La stanza del poeta Pagine 136 Anno 2014 Prezzo \u20ac 8,00 SE AVESSI un figlio, mi piacerebbe che un nonno gli raccontasse una storia come quella che in queste pagine rivive e fa rivivere il mondo che una volta... perch\u00e9 c\u2019era, una volta, un mondo cos\u00ec, un mondo anche <a href=\"http:\/\/edizionieva.com\/?p=935\" class=\"more-link\">...continua a leggere<span class=\"screen-reader-text\"> \"Centopagine\"<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,7],"tags":[],"class_list":{"0":"post-935","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-collaneeditoriali","7":"category-libri","8":"h-entry","9":"hentry","10":"h-as-article"},"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/935"}],"collection":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=935"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/935\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":938,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/935\/revisions\/938"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=935"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=935"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/edizionieva.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=935"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}