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Il Foglio Volante di agosto

Foglio Volante n°8 Anno XXXII Agosto 2017


Verso un luogo diverso

Inconosciuto inconoscibile ultimo
dei luoghi di tua vita vai da solo
al viaggio che ti porta oltre te stesso
E solo scopri quanto già vissuto
nella memoria avevi un luogo simile
poiché altri – tanti e troppi –
gli incontri che ti hanno preceduto
Solo qui ognuno che rimane
a domandarsi quanto abbia avuto senso
per te per tutti credere in un bel sogno.

Amerigo Iannacone è stato ucciso la mattina del 12 luglio (anniversario della nascita di Pablo Neruda), a Venafro, la sua città, mentre attraversava la strada. Certo che non l’hanno fatto apposta, ma è andata così, purtroppo: uno sbadato al volante l’ha colpito mortalmente, mentre – come tutte le mattine – si recava a prendere il giornale e un caffè al bar. L’avevo sentito la sera prima: preparavamo la presentazione di un libro a Formia, l’ultimo delle Edizioni Eva. Mi hanno telefonato in rapida successione gli amici Antonio Vanni, Maria Giusti e Ida Di Ianni: non ho potuto rispondere ai primi e da quest’ultima, dalle lacrime di Ida, ho appreso che una tragedia si era appena consumata.
In quei giorni Amerigo avrebbe dovuto incontrare in tipografia il caro Pontone, a Cassino, per preparare il nuovo numero del “Foglio Volante”. Questo. Questo che ora gli amici orfani hanno voluto dedicare interamente a lui, al compagno di tanta strada percorsa in amicizia di parola, per amore della parola scritta: insieme a lui, eravamo tanti a crederci ancora, nel valore della parola. Convinti che la poesia abbia ancora un posto nella vita, che sappia e possa parlare alla parte migliore dell’uomo, quella capace di leggersi dentro e sognare. Adesso ci sentiamo impegnati a non perdere quel valore, e vogliamo – a partire dalla pubblicazione di questo speciale numero del suo amatissimo “Flugfolio” – continuare a camminare le vie della parola. Per ora, questo. Poi raccoglieremo ancora altre testimonianze, magari certe sue cose inedite che già aveva in animo di pubblicare. Con la necessaria calma, ci prepareremo anche a organizzare un convegno per analizzare la sua opera complessiva di poeta e critico, giornalista e scrittore. Col tempo che ci vorrà.

È uno strano mercante il poeta
che la sua mercanzia mette all’asta
per un sorriso un bacio una carezza
– e magari anche per niente la regala
E vagabondo risponde a cento inviti
camminando le strade più lontane
portando in giro le parole – quelle sue
– che forse un altro poi saprà ripetere
È pronto sempre se deve a riconoscere
limitato il suo mondo – ma è possibile
che sia il suo quello più accogliente
quando qualcuno resta senza casa.

Ringrazio l’amico poeta tunisino Abdelmajid Youcef, che affettuosamente ha tradotto il mio testo in francese (sua moglie Siham Sfar è stata una delle ultime poetesse pubblicate nella collana la stanza del poeta delle Edizioni Eva):

Un étrange marchand, le poète:
sa marchandise il la met aux enchères
pour un sourire un baiser une caresse
– et peut-être il la donne pour rien.
Vagabond, il répond à toute invitation
en allant par les chemins les plus lointains
promenant les mots – les siens
certes, quelqu’un saura les reprendre.
Il est toujours prêt à le reconnaître
son monde limité – mais il est possible
qu’il soit le plus accueillant
quand quelqu’un reste sans domicile.

Giuseppe Napolitano


Cartolina precetto

Quando partirò
porterò con me soltanto
una valigia di ricordi
qualche rimpianto
per l'amore non dato e non avuto
un po' di nostalgia
per un'epoca d'oro favolosa
sempre immaginata.
Lascerò
un pezzo di anima
e un brandello di cuore
che avranno vita di parole.
Quando partirò
vorrò avere il volto sereno
e lasciare un sorriso
per quelli che con me
condivisero sogni luminosi
ed eteree speranze.
Ecco: il bagaglio è preparato.
Non aspetto
ma non sarò troppo sorpreso
quando arriverà
la cartolina precetto.

(Ceppagna, 12 giugno 2014, 22,35 )
Da Eppure

Amerigo Iannacone


Ad Aldo, che al funerale ha pianto

Aldo, sempre ti sei stupito,
senza farne un mistero,
della mia buona tenuta al bicchiere.
Ma anche per me la morte di Amerigo
è un vino troppo forte, troppo amaro.
È impossibile reggerlo, ti giuro.

(16 luglio 2017)
Gerardo Vacana

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